ROBERT HENKE pres. “Lumière” @ ELECTROPARK 2014, GENOVA

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ROBERT HENKE pres. “Lumière” @ ELECTROPARK 2014, GENOVA

Dopo aver raccontato qualcosa sulla nuova sessione di Electropark 2014 nell’articolo ELECTROPARK 2014 – April Session – ROBERT HENKE pres. “Lumière”, uscito sulle nostre colonne poco tempo fa, eccomi dunque a portare testimonianza dell’evento in oggetto, lo spettacolo Lumière, in scena come première italiana Sabato 5 Aprile 2014 al Teatro della Tosse di Genova.

Premetto che il workshop tenuto da Robert alla Sala Dogana del Ducale la sera precedente è stato molto interessante per capire il suo lavoro, dalla concezione alla realizzazione.
Per comprendere meglio Lumière è forse opportuno fare un passo indietro rispetto all’evento, di cui parlerò a breve…Abbiamo lasciato, nel precedente articolo, un Robert Henke visto come mediatore tra l’ingegneria del suono elettronico e lo spirito creativo, e che è sempre rimasto in qualche modo affascinato dalle possibilità del connubio audio-video… Da qui vorrei riprendere, da una figura che è in grado di unire in un unico processo la programmazione e la creazione artistica; e da questo fascino, che oggi diventa una prospettiva concreta, con la tecnologia laser più disponibile, ed esperienze già maturate nel campo delle installazioni artistiche.
Robert Henke sostiene che generalmente chi conosce i laser viene dalla parte ingegneristica del suono, ma raramente ha la sensibilità dell’artista; al contrario, spesso l’artista ha le idee ma non le capacità tecniche per realizzarle, e nel passaggio di testimone spesso qualcosa si perde. Ma se qualcuno riuscisse ad avere una chiara visione sia di cosa può fare coi laser che di come può farlo?

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Dunque, l’idea del creare uno spettacolo coi laser ha cominciato a frullare nella testa dell’artista tedesco, traducendo uno stimolo ad esplorare nuove opportunità ed imboccare direzioni differenti rispetto alla “sola” produzione musicale.
Come spiegato nel discorso tenuto alla Sala Dogana, ecco che pian piano si sviluppa Lumière, un lavoro musicale-ingegneristico, dapprima in forma embrionale, arrivando fino alla sua configurazione attuale, con tre potenti laser che proiettano i raggi sullo schermo, governati abbinando a ciascun suono, proveniente da Ableton, un relativo comando per il laser insieme alle coordinate della proiezione.
Gli spettacoli audio-video sono in forte crescita, ma la cosa che rende questo progetto singolare e pregevole, è il fatto che tutto venga realizzato dalla stessa persona, unendo la performance visuale a quella musicale.

Ed eccoci qui, in sala, ad assistere allo spettacolo…
Si presenta come direttore di Lumière un Robert Henke in versione burattinaio delle macchine, che genera e controlla le mutevoli interazioni tra forme, suoni, luci e colori, creando un mix di percezioni sensoriali che rapisce lo spettatore e lo tiene incollato alla poltrona, catapultandolo in una rapida successione di vibrazioni che arrivano all’orecchio e di immagini che vede proiettate sullo schermo…
Le vaste possibilità della loro interazione formano un caos di suoni e di luci, un infinito alla due di elementi, da cui Henke si pone l’obiettivo di estrapolare una struttura e un ordine.

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Notevole l’accompagnamento techno che stà dietro allo show, una versione aggressiva e veloce di un Monolake in grande spolvero, una techno che prende forma e si distribuise nello spazio, costituendo un campo di onde sonore e visive che si connettono attraverso il movimento e pulsano sincronicamente formando una cosa sola. Il corpo tende a risuonare di quel suono cupo e potente, la mente prova a star dietro a ciò che l’occhio individua sullo schermo, a cogliere la struttura logica e i sincronismi, ma è in ritardo, come il Max Cohen del π, il “teorema del delirio” di Aronofsky.

Robert Henke ha insegnato ai laser a ballare, e la nostra mente a galoppare in uno spazio astratto, dove musica e luce si miscelano e si compenetrano.
Un connubio di forte impatto per uno spettacolo intrigante, che prosegue con una parte extra, mostrata nel video sottostante; mi pare di aver capito, osservando Robert, che non avesse previsto di concludere bruscamente lo spettacolo, ma che probabilmente qualcosa dev’essere andato in crash proprio sul finale.
Peccato, ma non c’è tempo per rammaricarsi, perchè è già cominciato l’aftershow nel “foyer” del teatro, con dj set di Forevergreen.fm, una piacevole iniziativa per continuare la serata e la festa.

Sul sito o sulla pagina Facebook ufficiale di Forevergreen.fm potete trovare le foto dell’evento, consiglio di darci un’occhiata perchè meritano.
Un saluto allo staff di Forevergreen.fm, ci si vede al prossimo Electropark!

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