Ricordo

Ricordo 1 - fanzine

Ricordo

Ora…
ora…
ricordo.
Ora mi ricordo di entrambi, e per assurdo mai fui più felice di sapervi in due, perché fino a quel
momento ancora dubitavo, dubitavo di me stessa.
Mi ricordo il primo viso che vidi, mi ricordo il primo giudizio, poi il secondo e il terzo per strada.
Mi ricordo i miei piedi nudi sull’asfalto, spinti da non so quale forza ancora, solo in speranza di
arrivare a “casa”…. casa.
Mi ricordo che non c’era nessuno ad accogliermi, nessuno ad ascoltarmi.
Mi ricordo quanto e’ stavo difficile parlare, il pronto soccorso, il commissariato.
Mi ricordo quello che mi dissero: che c’erano ben poche possibilità, eravate “bravi ragazzi” e io
ricoperta di lividi non ricordavo … NON ricordavo niente.
Mi ricordo i giorni seguenti, mi ricordo le parole che non uscivano, come nel peggiore degli incubi;
la gola stretta, i polmoni come pieni d’acqua.
Mi ricordo quanto le cose più banali fossero diventate difficili: guardarmi allo specchio, mangiare,
dormire, uscire di casa.
Mi ricordo quella sensazione costante di avere qualcuno alle spalle, mi ricordo ogni volta che
provavo a chiudere gli occhi e il sonno non arrivava, mi ricordo la paura di non essere sveglia,
vigile, pronta …
Mi ricordo quanto il più formale dei contatti mi creava disagio, mi ricordo ogni volta che tornavate
nei miei pensieri e rimanevo lì bloccata.
Mi ricordo ogni volta che ne parlavo, che riuscivo a confidarmi e le mie gote prendevano colore, la
mia voce ancora si spezzava, le mani che tremavano.
Mi ricordo quanto quel NON ricordare mi lacerasse dentro, quanto mi vergognassi, quanto mi
sentissi in colpa, per non essere stata abbastanza all’erta, abbastanza previdente, abbastanza forte,
abbastanza veloce, abbastanza …
E poi ricordo quando ho iniziato a ricordare,
e ho capito perche’ avevo dovuto dimenticare.
Ora mi ricordo, piccoli flash sempre più nitidi, sensazioni ancora presenti sulla memoria della pelle.
Ora mi ricordo il freddo, mi ricordo i polsi che si stringono, il peso sullo sterno, i polmoni che non
ce la fanno; mi ricordo il vostro fiato, mi ricordo il fetore, mi ricordo il buio, mi ricordo i muscoli
tesi che cercano un varco, mi ricordo le fitte lancinanti, i graffi della barba sulla pelle.
Mi ricordo le vostre parole, le risate, le battute, le minacce … mi ricordo la paura che non sarebbe
mai finita, o che sarebbe finita solo se mi aveste completamente dilaniata.
E ora che ricordo tutto per assurdo posso realmente dimenticare,
vorrei che ovunque siate ricordaste anche voi una cosa di me:
Ora sono diversa, quella ragazzina di cui avete approfittato, abusato, violentato,
quella ragazzina che per anni è stata succube di quello che le avete fatto…non c’è più.
Ora ci sono io …
e io non ho più paura … di voi.

Testo e illustrazione di Kendra Siviero

kendra

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