Red Lines – Paisley

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Alcuni anni orsono, non molti invero, ho condotto assieme ad un mio amico fraterno Marco un programma radiofonico intitolato Urlatori alla Sbarra.

Tale programma, che andava in onda per una radio commerciale locale i cui “studi” erano siti in uno dei bar più fighetti di Varazze, aveva un proprio piccolo slogan “Tutto quello che c’è tra Carla Bruni e i Cripple Bastards”.

Nel corso di oltre cento puntate io e il mio socio abbiamo avuto come ospiti una vasta gamma di personaggi fossero essi musicisti quanto semplici appassionati. Ricordo che il primo u un ragazzo che non vedo davvero da tanto tempo e che propose un piccolo speciale su quello che allora veniva definito britpop. Lo soprannominammo cuore di panna tanto per unire la sua attitudine allo slogan di una celebre pubblicità. Certo era ironico ma io, che da sempre mi atteggio a difensore dl rock’n’roll più duro e puro, un po’ in quella definizione mi ci sono sempre ritrovato perché come lui ho il gusto per la musica più pop e a suo modo melodica.

E grazie a questa mia predisposizione mi sono accostato a questo album che mi è stato presentato come forse un po’ troppo pop per i tuoi gusti. E devo dire che il mio approccio è stato quello giusto visto che questo Paisley è disco davvero bello, a partire dal titolo. Otto sono i pezzi che lo compongono e sono tutti davvero molto belli e riusciti. Ne citerò alcuni non perché si staglino così tanto al di sopra degli altri ma solo per rendere l’idea di cosa si ascolti accostandosi a questo disco.

L’inizio è affidato a Take To Me un pezzo molto a la Cardigans ma forse è la voce di Marianna che tende a fuorviare l’ascoltatore, il pezzo davvero top del lotto è sicuramente Tomorrow un brano splendidamente malinconico che ricorda gli Sugarcubes meno obliqui e angolosi e i Sundays meno eterei e più “consistenti”, Rubber Spaceship xcon i suoi crescendo e scemando da paura e con il suo accavallarsi di voci ricorda le cose migliori provenienti da Madchester, 2AM Surf ricorda i B 52’s meno pop e più elettronici, chiude il tutto Togheter che culla l’ascoltatore verso la conclusione di un lavoro davvero riuscito.

A ciò aggiungete che i nostri sono pure bellissimi da vedersi e direi che il cerchio si chiude splendidamente.

Disco davvero bellissimo chi se lo perde fa un torto a sé stesso e pure grande.

ETICHETTA
Red Lines

TRACKLIST
1) Take To Me,
2) Say It,
3) Tomorrow,
4) Control III,
5) Rubber Spaceship,
6) 2 AM Surf,
7) Colder,
8) Togheter

LINE-UP
Marianna Pluda – Vocals, guitar, keyboards
Simone Apostoli – Guitar, vocals, organ

1 Comment
  • Bob
    Posted at 12:07h, 29 Marzo Rispondi

    Belli, carini, Bellucci; e se avessero tentato anche la virata Paisley Underground? Avrebbero raddoppiato, invece di lasciare solo il britpop? E se la cantante fosse un pomeno piuttosto che unpopiu?

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