Ravensire – The Cycle Never Ends

Ravensire – The Cycle Never Ends

Per gli amanti dell'heavy metal classico, l'album è una raccolta di canzoni perfette per tornare, ancora una volta, ad immergersi nelle atmosfere del genere e godere del suo spirito più puro.

Il metal non muore, magari per un periodo si lecca le ferite, si accompagna ad altri generi ma rimane un punto fermo della musica rock, trovando sempre nuovi figli e adepti in ogni parte del mondo.

Lisbona, nella capitale del Portogallo nascono nel 2011 i Ravensire, fieri guerrieri metallici, tornati in questo inizio anno con il secondo lavoro sulla lunga distanza, The Cycle Never Ends, buon esempio di heavy metal old school, dai tratti epici, successore dell’esordio We March Forward del 2013 e di un paio di lavori minori.
La band portoghese, è protagonista di una prova convincente, buon songwriting, ottime trame chitarristiche in un crescendo maideniano alquanto esaltante, ed un cantante aggressivo e ruvido quanto basta per donare alle canzoni un buon impatto.
The Cycle Never Ends si aggira tra gli spartiti delle band storiche degli anni ottanta, la produzione risulta perfetta per il genere proposto, non troppo patinata, ma sufficiente per far rendere al meglio l’atmosfera epica del lavoro.
Dall’opener Comlech Revelations in poi è un susseguirsi di riff e cavalcate heavy metal style, le chitarre intonano inni alla gloria, i chorus sono composti di pura epicità, ed il senso di deja vu è compensato da un buon songwriting e tanta attitudine old school.
La band ci catapulta in un mondo di battaglie, scudi che si spezzano, spade che stridono quando le lame si incocciano nel mezzo dello scontro, il tutto accompagnato da melodie di chiara ispirazione maideniana, anche se non manca lo spirito guerriero ed epico dei Manowar e l’orgoglio metallico di band come Heavy Load e Slough Feg.
Per gli amanti dell’heavy metal classico, l’album è una raccolta di canzoni perfette per tornare, ancora una volta, ad immergersi nelle atmosfere del genere e godere del suo spirito più puro che l’ottima trilogia finale, composta dalle tre parti di White Pillars Trilogy, riesce a conferire nei true metallers meno distratti.

TRACKLIST
1. Cromlech Revelations
2. Crosshaven
3.Solitary Vagrant
4. Procession of the Dead
5. Trapped in Dreams
6. White Pillars Trilogy: Part I – Eternal Sun
7. White Pillars Trilogy: Part II – Blood and Gold
8. White Pillars Trilogy: Part III – Temple at the End of the World

LINE-UP
F – Drums
Zé – RockHard Guitars
Nuno Mordred – Guitars
Rick Thor – Bass

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