Virtotti si chiamava

racconto inedito

Virtotti si chiamava

Virtotti si chiamava, o almeno decise di farsi richiamare per un ultima volta.

“INPS buongiorno, parlo con il signor Vitrotti?”

“Esattamente, Io con chi ho piacere di .. “ e cadde la linea per la seconda volta dalla notte appena trascorsa.

Erano le 9 di mattina, orario più che programmato per l’ufficio delle imposte , e anche lecito per sgorbiare teneramente il cognome.

L’impiegata di certo è alle prime armi. E su questo decise di scrivere una poesia, vista la nullità della giornata.

“Le mani funeste nel lampo tauriale, finirono presto imbracciate e cospique. Quand’ecco che..” iniziò.. ..Quand’ecco che risuonò nella sua camera il puntuale campanello che introdusse il postino Vincente, con un pacco pronto ad essere rimandato al mittente. Se lo aspettava oramai da qualche giorno, vista la sorpresa poco gradita. Mariella non era del tutto assente nei e tra i suoi pensieri, quindi cos’altro poteva fare ? Le poesie iniziò ad utilizzarle come carta da parati visto che non riusciva affatto a liberarsene. Come disse il suo amico scrittore si rifugiava nel suo involucro per vincerle, non solo ottenerle.

Poteva essere un’alcova, una bettola o una certezza, quindi optò senza complimenti per una discarica: una vera differenziata a seconda delle emozioni.

L’organico prevedeva ruggiti stomachevoli su carta bianca, il non recuperabile dei veri e propri orrori di punteggiatura mentre i vuoti a rendere semplici cartoncini di auguri, appunto mai spediti. Ecco come Vicente lo definì da quando incontro’ per l’ennesima volta le suppliche della terza indifesa ( non che Mariella fosse poi un bel nome).

Aprì la porta, cacciò l’infausto e aprì infine la lettera. Questo ricalcava:

“Quando un uomo spesso è solo

Spesso nelle Valli del Sonno

Si affida al mistero giunge l’eco del mondo reale
Per cercare nel paranormale ed allora vecchi oggetti

Nuove distrazioni si animano per ritornare solennemente

Quando un uomo è triste e solo Campane e nodi

Si concede alle visioni liuti barocchi e vecchi armadi pendoli

E nell’illusione del sogno Più memorie si celano in una foto di Adolfo Rol

Riscopre un (sincero) mondo romantico e meno speranze si ottengono per vivere “

Iniziò a piovere sul serio, non c’era in nessuna piazza alcuna statua umida, e questo fu lo spunto che fece ritornare Mariella al suo stato cosciente, svegliandosi dal letto alleggerita.

racconto inedito

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