#POESIA: Notti di Versi Insonni – Diario di veglia di Josyel

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#POESIA: Notti di Versi Insonni – Diario di veglia di Josyel

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L’autrice di questo volume di poesie, Giuseppina Locatelli, ha una fama che la precede sulla nostra e-zine, essendo la co-fondatrice del progetto “Electric Duo Project”, dal 2012, è diventata nella primavera del 2021, autrice della silloge di poesie “Notti di Versi Insonni – Diario di veglia”, che, ça va sans dire, è una raccolta autobiografica nata dall’esperienza e dall’angoscia che abbiamo provato tutti noi dalla scorsa primavera. Come viene precisato anche nella prefazione, anche questa recensione non vuole essere una piccola graziosa performance, ma una raccolta a sua volta di sensazioni avute con la lettura.

Josyel, si è trovata come noi, sprovvista degli strumenti di analisi di quanto succedesse, ma, non come tutti, dotata di un canale comunicativo, figlio dell’esercizio in prosa, che è stata la forza scatenante per la nascita del suo lavoro; così il lockdown, chi lo ha vissuto come una vacanza, chi per rendersi conto di essere insoddisfatto del lavoro che faceva e di come spendeva il proprio tempo, chi ancora, paralizzato. Paralizzato di giorno, paralizzato, ancor peggio, di notte, incastrato nell’insonnia. I pensieri, i sogni, il mancato intervallo tra i due e la giusta separazione tra sonno e veglia. Altro attore attivo in questa raccolta è l’amico Walter Salin, già poeta nonché firma della copertina del volume, primo fan della nascita della raccolta.
Da fine maggio a fine luglio 2020, così, un momento sfortunato per la memoria di tutti noi, è riuscito a diventare la nascita di qualcosa di innovativo e prolifico.

I temi trattati sono il parallelismo tra assenza e presenza: su questo sono sicura non servano ulteriori approfondimenti, ché ognuno dalle proprie esperienze personali potrà costruirne una propria esperienza e memoria.

Uno dei ganci che posso dire di aver colto è il lusso della rinascita: forse trovare la fortuna nella sfortuna di potersi crogiolare nei propri pensieri laddove ognuno stava vivendo personalmente le proprie angosce? Ci si trova ad osservare la Luna, componente sempre romantica da osservare durante la veglia, che essa sia desiderata o no così come suggerisce l’Autrice, come i lupi che ululano, mi sono trovata a chiedermi: siamo come loro che ci troviamo svegli in tarda ora? Rimaniamo, come le anguille, nascosti di giorno e con abitudini crepuscolari e notturne?

Lo scandire del tempo è spesso soggettivo ed al contempo scevro da ogni interpretazione. Eppure, in occasioni divertenti il tempo si fa ladro, ed in occasioni penose, come delle silenziose notti da insonnia, sembra giocare scherzi al contrario.

Quello di cui mi sono resa conto da questa lettura, è stata la sensazione di ascoltare dei pensieri, scritti in versi, di una persona che avrei potuto essere io, una amica, una sconosciuta, nulla cambia. Ma di non avere le competenze né di autoanalisi, né di mera capacità critica nei confronti di un lavoro così personale. Il silenzio è ciò che abbiamo sentito tutti: il silenzio nelle strade, il silenzio dei pensieri, il silenzio delle notti.

 

Cito, per chiudere: se ne sei capace, hai vinto la partita.

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simone benerecetti
info@iyezine.com
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