pink holy days-twenty eight minutes

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I Pink Holy Days (Stefano Moretti e Riccardo Angarano), reclutati come batteristi Bonito (Low Frequency Club), Mauro Gambardella (The R’s) e Beppe Mondini (Guru Banana), arrivano alla seconda prova sulla lunga distanza con Twenty Eight Minutes.

Ad aprire il disco ci pensano i synth isterici di Shh! (corredati da violente cascate sonore) e l’elettrocaos in discesa di Skit!. Space Man, costruita su secchissimi colpi di cassa, ritmo da cardiopalmo e melodie epilettiche, apre alla meno aggressiva, più orecchiabile e accattivante Stand By Me. Motordead è un cavallo pazzo che galoppa in nere foreste dense di elettronica sgranata, mentre One Night In Hell, straniante, disorientante e piuttosto difficile da digerire (sfidiamo a resistere agli impulsi sparati verso l’inizio del secondo minuto), cede il passo all’inquieta e intrigante You’re Over. Trop Cap, infine, pur partendo da lidi minimali e delicati, sfocia in derive esasperate e insane, lasciando alla sottilissima 28′ il compito di concludere.

Ascoltando il disco abbiamo pensato che la band, proponendo brani in cui è veramente difficile riuscire a trovare un senso logico (si ascolti Skit!, per esempio) e registrando in bassa qualità (sarà colpa anche del nostro stereo, ma la prima volta che abbiamo messo su il disco, pensavamo fosse rigato e che saltasse), volesse principalmente spiazzare e disorientare. Se questo è effettivamente l’intento della band ci troviamo di fronte a un lavoro riuscito, se invece si mirava ad altro, siamo convinti che ci sia ancora molto lavoro da fare.

TRACKLIST:
01. Shh!
02. Skit!
03. Space Man
04. Stand By Me
05. Motordead
06. One Night In Hell
07. You’re Over
08. Trop Cap
09. 28′

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