iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999
Cerca
Close this search box.

Recensione : Omission – Pioneers Of The Storm

Le coordinate sono le consuete: velocità, buona tecnica, testi e voce corrosivi, fedeltà ai dettami del genere, eppure, ancora una volta, ci troviamo ad applaudire la buona riuscita di un lavoro a prescindere dalla sua relativa originalità.

Omission – Pioneers Of The Storm

Ancora thrash metal old-school per la Emanes Records, questa volta dalla Spagna ad opera degli Omission, band che vanta una considerevole esperienza essendo sulle scene da circa un decennio, giunti con Pioneers Of The Storm al terzo full-length.

Le coordinate sono le consuete: velocità, buona tecnica, testi e voce corrosivi, fedeltà ai dettami del genere sanciti nel corso di tutti questi anni; eppure, ancora una volta, ci troviamo ad applaudire la buona riuscita di un lavoro a prescindere dalla sua relativa originalità.
Gli Omission sono dei brutti ceffi che non fanno alcuno sforzo per apparire rassicuranti e tutto ciò si riversa nel loro thrash, brutale, carico d’odio, blasfemo e privo di orpelli: l’attitudine al genere dei quattro madrileni assicura l’ascolto di tre quarti d’ora di un buonissimo assalto sonoro che, alla fine, si rivela l’ennesima panacea dei nostri guai quotidiani.
Rispetto ai compagni d’etichetta Infinite Translation, il mood complessivo appare più tendente al plumbeo con sfumature vicine al black, ma l’efficacia del risultato finale è del tutto simile, con doverosa segnalazione per un brano killer come At Last We Will Have Revenge con un basso in bella evidenza (come del resto avviene in tutto il disco).
Lunga vita al thrash se sono sempre questi i risultati, per le novità rivolgersi ad altri lidi e ad altri generi ma a noi va benissimo così.

Tracklist :
1. Ab Intra
2. The Slaughter Hour
3. Drunken, Junkie & Punter
4. I Am the Devil Scythe
5. In Mourning We Dwell
6. Totally Fucked Up
7. At Last We Will Have Revenge
8. Crushing Defeat
9. Deathwish (Christian Death cover)
10. Attack of the Living Dead

Line-up
Surt – Bass
Patillas – Vocals, Guitars
Daviti – Drums
Javi – Guitars

Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Silent Vigil – Hope and Despair

Se in passato il sound traeva principalmente linfa dall’insegnamento dei Daylight Dies, tutto sommato Hope and Despair è un album che si muove in continuità con quello stile, che qui viene ulteriormente ribadito dando alla fine l’auspicato seguito, sia pure con il nuovo moniker Silent Vigil, alla brusca archiviazione degli Woccon avvenuta dieci anni fa.

Celestial Season – Mysterium III

La terza parte di Mysterium si muove stilisticamente in continuità rispetto a quanto fatto nella prima metà degli anni novanta ma senza che questo assuma un sentore di stantio, con l’adesione genuina a quegli storici stilemi che diviene il punto di forza nell’operato dei Celestial Season di questo decennio.

Ruststained – Years in Vain

L’operato dei Ruststained non appare affatto didascalico anche perché traspare ad ogni nota una genuinità e una passione che sono lontani anni luce da ogni forma di plastificazione musicale.