iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999
Cerca
Close this search box.

Recensione : Odatto – Odatto

Secondo episodio della carriera per i parmigiani Odatto, alfieri di un buon hardcore melodico.

Odatto – Odatto

Il disco è interamente cantato in italiano ed ha un buon impatto, suonato con sincerità e conoscenza della materia. I ragazzi sono in giro dal 2004, prima si chiamavano Odatto Chernobil, e la loro line-up ha visto qualche cambiamento, ma la rotta è sempre chiara. Il loro regno è l’hardcore melodico, con inserti metal, poiché immagino che ci siano dei metallari nelle loro file. I testi sono introspettivi e molto ben scritti. Non è un album travolgente, ma ha una media sicuramente alta, certo è consigliato ai fans del genere. In Italia questo genere è suonato da molti gruppi, ma pochi sono quelli validi, ed ancor meno quelli di sostanza come gli Odatto.
Il disco è stato registrato dall’esperto Giovanni Bottoglia, presso l’indiebox Music Hall di Brescia, e si sente l’intervento di una mano sapiente. Gli Odatto sono un gruppo che ti prende alla distanza, ma l’effetto dura molto, ed è piacevole.

Tracklist:
1.Finirà così
2 Giorni
3 Solo andata
4 La nave
5 Un posto migliore
6 Cosa c’è da perdere
7 Anima
8 Le solite favole
9 Libertà o schiavitù
10 Come le nuvole

Line-up:
Albe – chitarra e voce
Master – basso e voce
Salo – chitarra e voce
Venge – batteria e voce

ODATTO – Facebook

Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Intervista Tarantola

Intervista con Mauro Locandia fondatore dei Tarantola, reggae in combination Londra e Salento, con il singolo “Original terron” scirtto e prodotto a quattro mani con Sabaman.

Tiziano Popoli – Selinute

Lavoro notevole, un blues enorme e totale, un viaggio su asfalto, sangue e polvere. Trasposizione sonora della performance video, musicale e in danza firmata da Tiziano Popoli per la musica e per il resto dal pittore e disegnatore fetish Roberto Baldazzini andata in scena nell’ottobre