Oaken – King Beast 12

Oaken – King Beast 12

Tenendo sotto osservazione la scena hardcore underground ci si può fortunatamente imbattere in chicche come questo dodici pollici degli Oaken.

Questi ultimi sono un gruppo ungherese nato nel 2012 dalle ceneri di svariati gruppi hardcore, screamo e crust. La loro concezione di hardcore moderno è un coacervo di suoni marci e malati, che partono da una versione più lenta e venefica dei Converge, per arrivare ad una sintesi del tutto personale. Nel loro suono possiamo trovare anche sintetizzatori ed elementi ben diversi da quelli di una band media hc. Non mancano notevoli stacchi quasi ambient che rendono il tutto ancora migliore. Gli Oaken rappresentano molto bene una mutazione genetica che sta trasformando un certo tipo di hardcore in un infinito, terribile ed affascinante atto di dolore: aumenta la crisi, aumenta la cattiveria e la potenza. Questo dodici pollici è un ottimo disco, consigliatissimo. Entra nel disagio.

TRACKLIST
1.Monastery
2.Killing Fields
3.The Hyena
4.Damnatio Memoriae

LINE-UP
G
L
D
G
F

OAKEN – Facebook

Share:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

On Key

Related Posts

Still No One -This is fuel

Still No One -This is fuel: esordio discografico sulla lunga distanza per i trevigiani Still No One dal titolo “ This is fuel”, autoprodotto.

Casual Boots – Casual Boots

Casual Boots: a comporre questo ep fresco di uscita ci pensano quattro pezzi: l’agrodolce Flowers and Raindrops, la smithsiana Lost Things, la fiammata punk di Attitude (il mio brano preferito del lotto) e gli echi degli Housemartins  contenuti in Empty Room.

Memoriam – Rise to power

Atteso ritorno dei Memoriam, il gruppo death metal fondato dal cantante Karl Willetts ex dei Bolt Thrower  da Frank Healy bassista dei Benediction ed ex chitarrista dei Napalm Death, insomma la crema del death metal, coadiuvati molto bene da Scott Fairfax alle chitarre e Spike T. Smith alla batteria.

Cosa resta del duemilaventidue

  Un altro anno se n’è andato, portandosi dietro le scorie di dodici mesi costantemente vissuti al di sotto delle nostre possibilità, castrati da un contesto sociale che non riusciamo a modificare in alcun modo. I sogni anche per questa volta sono rimasti tali, immutati