Next Week Revolution-N.W.R.Next Week Revolution” 2022, Improved Sequence-Pescheria

Next Week Revolution-N.W.R.Next Week Revolution" 2022, Improved Sequence-Pescheria 1 - fanzine

Next Week Revolution-N.W.R.Next Week Revolution” 2022, Improved Sequence-Pescheria

Parlo di questo disco perché son fermamente convinto che non se ne parli abbastanza;

eppure più l’ascolto e più mi rendo conto che, oltre che essere un’opera di ottima sperimentazione musicale e una collezione di pezzi memorabili e stimolanti, sia un documento sempre più necessario da un punto di vista anche solo concettuale.

E nell’affermare ciò devo anche aggiungere un drammatico “purtroppo”…

Registrato tra il 2018 e il 2020, promesso, nella sua forma fisica, per l’ottobre del 2021, ma licenziato solo nel 2022, questo bellissimo reperto ha avuto tutto il tempo per arrivare sui nostri giradischi e risultare, da un punto di vista tematico, datato, politicamente irrilevante…ma purtroppo, appunto, tra l’abrogazione del DL Zan e nonostante le continue lotte delle associazioni lgbtq+, qui in Italia siamo ancora rattrappiti su posizioni stupidamente retrograde, come se la politica continuasse a fare da roccaforte, solida muraglia difensiva, per chi continua a vivere in una campana di vetro, stolidamente incurante di una società che sta cambiando, nel sesso, nel linguaggio, negli usi e nei costumi.

Questo omonimo disco dei NWR è espressione più che concreta di tutto quello da cui quella parte MARCIA di società sta cercando di difendersi a colpi di vigliaccheria e prepotenza parlamentare, cercando di buttare polvere sotto il tappeto:

questioni di genere, nuovi linguaggi inclusivi, amore e sesso universale, tutto racchiuso, in maniera piuttosto esaustiva, in queste cinque tracce…

Musicalmente parlando ci affacciamo su un disco ben arrangiato e innovativo, tra bassi dub, elettronica cosmica, loop e un cantato sospeso tra la il recitato, il timbro annoiato e il declamato.

Shockami, brano di apertura, si presenta come un I Wanna Be Your Dog per il terzo millennio:

così intrisa di suoni ripetitivi, ritmica elementare e un testo proteso verso una sessualità altra rispetto alla norma che poi, a pensarci bene, tanto norma più non è

“Colpiscimi dai, poi guardami, accarezzami dai, poi baciami, dai(…) feriscimi poi curami…”

Un testo pop anni ’80 rubato alle Viola Valentino e ai Cristiano Malgioglio su di una base intrisa di Dub e suoni alieni:

la sperimentazione che scende dallo scranno e si fa carne e voglia e passione, per parlare con le strade, con i vicoli, con i quartieri corrotti da un perbenismo che, diciamocelo, va avanti da troppo considerato che, in cuore proprio, non ci crede più nessuno…

Sei Statoa Tu gioca con un inizio di sola voce riverberata: sesso ridotto all’osso e destrutturato in un delirio di basso penetrante, una drum machine anni ’80 che rimbalza tra suoni rapinati da della disco music fatta a pezzi e rimodellata in occasione di una manifestazione GLBTQ+.

Diritti e nuovi linguaggi che diventano musica, tradotti in suoni ed in giochi di parole che ben dispongono e descrivono il futuro; un futuro senza limiti di forma o convenzione. Il superamento delle geometrie euclidee e della percezione del reale prospettato in Lovecraft e, in tempi più recenti, raccontato e teorizzato da Labatutt nel breve, ma illuminante, saggio “La Pietra della Follia”, qui trova espressione stilistico-sonora:

un altro mondo, un altro modo di leggerlo ed interpretarlo: in una parola “Superlove”, un pezzo ipnotico, dove, nonostante i ritmi piuttosto cadenzati imposti da un’atmosfera ormai drogata da vecchi studi di registrazione Jamaicani dove professori pazzi incollavano nastri di registrazioni sparse per creare nuove parole e comunicare con gli alieni, si picchia e si pesta con parole che ardono di passione ed amore.

Note desolate aleggiano in uno spazio perso ed aperto a nuove, e felici, intuizioni per un messaggio di amore universale, inclusivo a 360 gradi

“…è una visione, va nella stessa direzione, comprensione totale, Superlove (…) unisce le persone, non guarda il sesso né il colore, religione, Superlove (…) va oltre le parole fidanzato, fidanzata, non sei più di nessuno, Superlove…”

Parole che fanno bene, suoni che ritemprano, atmosfere che riallacciano la storia dell’essere umano coi suoi primordi, solo a quello che ci è davvero necessario: coesione, amore, nessun pregiudizio contro quelle costrizioni venute dall’alto (dove per alto si intende istituzione, convenzione, sovrastruttura e consumo) che dividono i popoli facendoli divenire nemici per una bandiera e i popoli stessi al loro interno, per categorie stagne.

Le stesse costrizioni contro cui si scaglia il clima da film noir di Noi Drogati, un inno alla presa di coscienza dal basso, una chiamata alle armi scandita lentamente perché chi ascolta si prenda il suo tempo, per riflettere con calma e ponderatezza, giungere con calma a delle considerazioni risolutorie.

Anche la ritmica lenta dei pezzi di questo disco pare una scelta più che ponderata: un procedere diverso e più su misura di chi rifiuta i ritmi frenetici del processo produttivo-consumistico:

la normalità alla quale tante e tanti volevano tornare a fine pandemia, quella del produci-consuma-crepa tanto cara al neo-liberismo, quella della finta libertà comprata in comode rate, la stessa normalità deleteria che ha generato la pandemia; la normalità messa alla berlina nella conclusiva Anormale, un inno che si dispiega come una lista cinica e spietata di contraddizioni e idiozie moderne: la normalità è, per i Next Week Revolution, un insieme grottesco di veleni, masochismo indotto e assurdità: un continuo negare a se stessi il piacere vero per poterne comprare di finto coi saldi di fine stagione.

Musica ripetitiva, ricca di frequenze basse e suoni mesmerici, una ripetizione continua di cui non ci si capacità poiché distratti da un testo ed un cantato che fanno riflettere, arrabbiare, indignare per poi scoprire che, in realtà, i soggetti presi in considerazione siamo proprio noi.

E questo fa arrabbiare ancora di più.


Next Week Revolution-N.W.R.Next Week Revolution” 2022, Improved Sequence-Pescheria

Tommaso Salvini
nidieunimaitre79@hotmail.it

sono nato a Pontedera (PI) nel 1979 e poi me ne son pentito. Attualmente suono la chitarra e canto negli Orrendo Subotnik. In passato ho suonato con: Santa Sangre (non quelli indie rock di Genova)), Magdalene (non quelli nu metal delle Filippine), Klam (non quelli che... vabbè i nomi dei gruppi non sono il mio forte). Di musica capisco qualcosina, il resto me lo invento.

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