I NERD SALVERANNO IL MONDO – di Fulvio Gatti

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Laser abbacinanti, duelli con spade luminose, viaggi nel tempo, scienziati spiritati, alieni multiformi, deserti postatomici, cyborg, draghi sputafuoco, enormi suburbie in città del futuro bagnate da perenni piogge acide, supereroi con superpoteri e superproblemi correlati, navicelle iperveloci nello spazio sconfinato: tutto questo e molto altro fa parte dello scenario nerd. Ma chi sono i nerd e perché l’immaginario nerd ha preso così piede da divenire  una cultura di primo piano che regala sempre maggiori spunti alle grandi case cinematografiche, alle produzioni televisive e alla letteratura che si situa tra quella di genere e quella mainstream?

Questo cerca di spiegarci Fulvio Gatti col suo breve saggio “I nerd salveranno il mondo” edito da Las Vegas edizioni.

 

“Ok, aspetta. Provo con una definizione completa: un nerd è un essere umano che manifesta, fin dalla giovanissima età, spiccati interessi per specifiche branche del sapere umano. Si dedica a essi con entusiasmo e passione a volte scambiati per stravaganti da tutti gli altri. Nello specifico, però, si intende nerd ogni esperto e promotore di quell’insieme di personaggi, serie e franchise, soprattutto di provenienza fumettistica, chiamati “cultura pop”.”

 

Gatti indica quattro cose che hanno fatto sì che l’immaginario nerd potesse diventare così importante nella cultura odierna, quattro cause che l’ha introdotto massicciamente nelle case di chiunque: Star Wars, i film di supereroi, la serie televisiva The Big Bang Theory e internet. L’amalgama di questi fattori ha letteralmente sfondato la porta dei salotti e imposto il nerd, le sue figure, il suo modo si approcciarsi alla scienza e alla fantasia, come un dato di fatto imprescindibile. Con l’avvento di questi  fattori tutti siamo diventati un po’ nerd.

 

L’autore ci regala una panoramica sul mondo nerd a 360°, immergendoci tra le sfere cinematografiche di competenza, e poi in quelle letterarie, fumettistiche e televisive.

È piacevole la rimembranza, che per molti della mia età si rifà all’età adolescenziale ma che poi prosegue forte, come un filo rosso, fino all’età adulta, di icone filmiche o libresche che vengono sciorinate con argutezza pagina dopo pagina. E’ un piacere quasi fisico, sottopelle, perché  ci si riappropria dei miti  che ci hanno formato, delle leggende, del fantastico atavico che popolano queste storie. E’ quindi  emozionante riandare con la mente a Tarzan, Roger Corman, L’alba dei morti viventi, Fahrenheit 451, Videodrome, Jena Plissken, Frodo o i cyborg di Terminator. Veri e propri cult della fantasia che sono un approccio cruciale per la creazione di una propria intelligenza immaginifica. Favole ed epiche moderne che aiutano a crescere, a svilupparsi, ad immedesimarsi, ad affrontare parallelismi, a giocare con il ricordo e col mythos.

Elucubrando quindi su questo immenso mondo di fantasia (o di realtà rafforzata?) Gatti considera  le  dinamiche tecniche con cui quest’ultimo si forma, sottolineando i diversi modi operandi per la confezione del prodotto pop. Tra questi è citato come esempio dall’uso sistematico il cosiddetto “viaggio dell’eroe”:

“(…)elemento , questa volta strutturale, da cui non può prescindere la cultura pop è il cosiddetto “viaggio dell’eroe”. Si tratta di una gabbia narrativa cui fanno riferimento tutti i film grossolanamente definiti hollywoodiani: un protagonista con qualche forma di scompenso, adolescente d’età oppure di fatto, scopre un mondo nuovo, vi fa il suo ingresso superando un serie di prove, rischia la morte, ha la meglio sull’avversario e fa infine ritorno al villaggio natale diventato adulto.” Esempi notissimi nei quali questa struttura narrativa è stata indiscutibilmente impiegata sono Star Wars e Harry Potter.

Dunque in “I nerd salveranno il mondo” non solo abbiamo una carrellata di titoli e rimandi su un’inesauribile cine/biblioteca pop/nerd ma da saggio qual è si vagliano le varie dinamiche che ne costituiscono il successo commerciale e identificativo dei personaggi, la frammentaria e affascinante divisione di generi e la peculiarità d’ognuno, sempre con occhio semplice, ma mai banale, anzi attento, che non pretende esaustività ma che ci regala intelligenti osservazioni, excursus corroborati dalla scienza dell’osservazione e una entusiastica immersione nella fantasia.

Dunque, come dice l’autore del libro, coniando un sillogismo azzeccatissimo, la “nerdizzazione” è in atto e noi cosa possiamo fare perché questo processo si completi in fretta? Leggendo questo interessantissimo volume, “I nerd salveranno il mondo”, in modo da poter essere anche noi un poco protagonisti di quest’epica dell’immaginazione.

Un libro che non è solo per appassionati del settore ma per chiunque voglia dare uno sguardo intelligente agli input che poi plasmano la società del prodotto della fantasia, della creatività, dell’arte dell’adesso.

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Autore: Alessandro Pedretta

Alessandro Pedretta, schiavo delle piramidi, scrittore suicida, ideatore e curatore di libri. Nel 2012 crea il collettivo di scrittori Nucleo Negazioni col quale pubblica con diverse case editrici (sempre e solo rigorosamente NOEAP) e inventa e dirige la fanzine “Negazioni”. Abbandona il gruppo. Viene inserito in innumerevoli e insopportabili antologie sia poetiche che di prosa. Si alimenta fin da giovanissimo di filosofie controculturali, di letteratura underground, di autori della beat generation e classici della scrittura del sottosuolo, poi spazia dal cyberpunk ai grandi classici russi, inframezzando la poesia di Ungaretti, Rimbaud, Campana, ai cut-up di William Burroughs, l’immaginario di Ballard e la disintegrazione sintattica di Céline. Adora gli spazi abbandonati, gli scenari post-industriali, le commistioni tra le rovine e i ruderi con le porzioni geometriche delle architetture urbane moderne, gli piace la musica hardcore, il jazz, gli anni di piombo, la storia delle droghe, l’anarchismo, gli estremismi, i fumetti, Pollock, le periferie. Entra nel vortice della scrittura e comincia a pubblicare libri: “questanonèpoesia” (Gli Occhi di Argo, 2012); “Conta fino a zero” (L’Argolibro, 2013); “Golgota souvenir” (Golena Edizioni, 2014); “Non chiedetemi il significato” (Edizioni La Gru, 2014); “Dio del cemento” (Mora Edizioni, 2016); “È solo controllo” (Edizioni Augh!, 2017) È ancora vivo.

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