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Recensione : Mirthless – A Dirge For Your Suicide

Un disco appena sufficiente essenzialmente per la sua incapacità di lasciare il segno, nonostante la genuina passione che traspare dal sound dei Mirthless.

Mirthless – A Dirge For Your Suicide

L’occasione di parlare dei peruviani Mirthless consente anche di tastare il polso alla scena doom sudamericana, al di fuori dell’isola felice rappresentata dal Cile.

Salvo sporadiche eccezioni, nelle altre nazioni il genere non ha ottenuta una crescita analoga ed in effetti tutto ciò è riscontrabile dall’ascolto dell’esordio su lunga distanza dal combo peruviano, giunto dopo un decennio di attività nel corso del quale sono stati pubblicati due demo ed un Ep.
Lo stesso A Dirge For Your Suicide è un album tutto sommato piuttosto breve per gli standard del genere: tra i cinque brani nei quali è suddiviso, i primi due sono senz’altro i più riusciti in quanto mostrano una vena discreta per quanto non particolarmente innovativa; indubbiamente la dote principale dei Mirthless è proprio la genuina passione che traspare dal loro operato accentuata da una produzione piuttosto artigianale.
Il death-doom del trio di Lima è del resto allineato alla tradizione, non si lascia andare ad una particolare ricerca melodica e possiede il pregio di non aderire in maniera troppo fedele ad uno specifico modello stilistico: come si diceva, Pantheon of Disgraces e Prelude to Doomsday sono brani validi nella loro essenzialità, favorita dall’uso di un growl accettabile, mentre la traccia successiva, la lunghissima title-track, si rivela la classica zappa sui piedi contenendo nel suo quarto d’ora il peggio dei luoghi comuni del genere, dall’introduzione a base di sample contenenti una sequela di urla strazianti, fino all’utilizzo di un cantato pulito ma lamentoso, poggiato su un tappeto musicale privo di sbocchi per un risultato finale che lascia come unica sensazione un inevitabile tedio.
La breve Paz e una diversa versione di Prelude to Doomsday chiudono in lieve crescendo un disco che francamente si può derubricare come appena sufficiente proprio per la sua incapacità di lasciare il segno, a dimostrazione del fatto che, al di fuori della lingua di terra del sudovest, nel resto del continente la scena doom risente ancora di un certo scollamento rispetto ai naturali punti di riferimento quali sono la scuola europea e quella nordamericana.

Tracklist:
1. Chapter I: Pantheon of Disgraces
2. Chapter II: Prelude to Doomsday
3. Chapter III: A Dirge for your Suicide
4. Chapter IV: Paz
5. Chapter V: Prelude to Doomsday (Exclusive Bonus: Rehearsal 2011)

Line-up :
Mirthless – Vocals
Schizophrenic – Drums
Soulless – Session Guitars

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