MILANO CRIMINALE

MILANO CRIMINALE

MILANO CRIMINALE

In occasione dell’uscita di “Solo Il Tempo Di Moririre”, secondo capitolo del dittico sulla malavita milanese, e a distanza di 4 anni dalla prima pubblicazione, Marsilio ristampa “Milano Criminale”.
Il romanzo si articola negli anni Sessanta e Settanta, nel pieno del boom economico milanese: uno stesso episodio, la rapina di Via Osoppo, condizionerà in modo differente la vita di due bambini che assistono alla scena.
Antonio Santi, ragazzo per bene benché vissuto nella periferia degradata del capoluogo Milanese, diventerà poliziotto per contrastare il fenomeno dilagante delle rapine, per assicurare i criminali alla giustizia. Roberto Vandelli diventerà famoso come il bandito del Giambellino, uno dei più noti, carismatici ed ostinati ladri della zona, nonché principale antagonista della Polizia. Entrambi faranno carriera nei rispettivi ruoli, uno arrestando personaggi di spicco delle “dure” (cosiddette nel gergo della malavita), l’altro diventando potente e riconosciuto proprio grazie a rapine sempre più eclatanti.
La vita di questi due personaggi dunque si intreccia e la loro rivalità sarà il filo conduttore del libro, che mescola episodi di fantasia con fatti di cronaca e di vita realmente accaduti: i mondiali di calcio, lo sbarco dell’uomo sulla luna, le manifestazioni studentesche di piazza.
Le quasi 400 pagine del libro scorrono veloci, sicuramente per via del testo di per se’ molto semplice, ma anche per una sensazione di “dejà-vu” che si prova durante la lettura: in 14 anni di storia narrata vengono descritte sì numerose rapine, effettuate da bande differenti ma con un modus operandi molto simile e purtroppo, ripetitivo. Alcuni episodi tra l’altro sono abbastanza slegati tra loro: vicende di contorno, storie nella storia, che probabilmente potevano essere omesse.
Si ha poi il rimpianto di non aver conosciuto meglio i personaggi, almeno da un punto di vista caratteriale. Ne vengono descritte le gesta, esteriormente, ma non le sensazioni che provano nel loro intimo, non i moti del loro animo.
Simpatico e curioso invece il percorso musicale che accompagna la storia dei personaggi, così come l’elenco a fine libro delle canzoni citate. Altrettanto interessante la traduzione dei termini gergali della malavita nel linguaggio comune, e la pagina dei personaggi, alla quale molto spesso si fa riferimento per una migliore comprensione della storia.

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