massimo volume – cattive abitudini

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( LA TEMPESTA DISCHI / VENUS 2010 ) : non credevo che avrei avuto la possibilità di recensire un nuovo disco dei Massimo Volume, un gruppo che mi ha sempre affascinato. I Massimo Volume nascono nel 1991, dopo essere stati attivi nelle occupazioni del Pratello, e dopo aver inciso quattro albm in studio nel 2002 si sciolgono. Di questi quattro album erano rimaste le splendide immagini che i Massimo Volume ci avevano regalato con le canzoni narrate dalla voce di Emidio Clementi.

Con queste canzoni – racconto, i Massimo avevano effettuato un’esperienza surreale, ovvero fare poesia attraverso il cantato, usando la musica come imprescinidibile mezzo, e non solo come accompagnamento. I Massimo Volume sono stai un gruppo che ha diviso, sicuramente incompreso dai più, ma penso che loro non si siano mai vermaente rivolti ad un pubblico,quanto piuttosto sono dei fotografi, ovvero scattano attraverso la canzone, la foto di un particolare attimo, che poi sfugge via. Il pubblico è quasi un’incidente sul loro percorso. Io ho discusso, pensato, litigato con i loro dischi, e li ho sempre considerati più libri che raccolte di canzoni. Da tutto questo sono ripartiti, con questo nuovo disco, che fa seguito al live del 2009. Di questi tempi vediamo tantissime riunioni di gruppi del passato, e sinceramente almeno la metà potevano risparmiarsele. I Massimo Volume, sono tornati e sembra che sia passato neanche un giorno dalla loro dipartita musicale. Sono tornati con il loro carico di dubbi e di domande, perchè il loro scopo è far pensare, malcelando un’acuta diffidenza verso questa vita. Sin dalla prima canzone si torna ad assaporare quella formula che solo Emidio, Egle, Vittoria e il nuovo acquisto Stefano, sanno ricreare. Registrato in presa diretta in una villa sul Po, con macchine analogiche come ai bei tempi, questo è un disco che bisogna sentire in ogni suo secondo, in ogni suo passaggio, soppesando le parole e discutendone con se stessi, arrabbiandosi e confrontandosi con cosa dicono i Massimo Volume, perchè non ‘è mai stata ricerca più minuziosa e difficile di questa dei Massimo Volume. Perchè è la ricerca dell’imperfezione, il racconto comune di un piega del vestito, del percorso da casa all’autobus, ma in questo frangente è un libro, una canzone un afflato di ciò che anela l’uomo, ma purtroppo il corpo e la materialità pesano troppo. Non si può recensire canonicamente un disco dei Massimo Volume, troppo personale e soggettivo. Vi basti sapere che la ricerca continua, e tutto è come prima.

waww.massimovolume.it

MASSIMO VOLUME - CATTIVE ABITUDINI

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