Make A Change … Kill Yourself – Fri

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Make A Change … Kill Yourself – Fri

Argomento di questa recensione è un progetto del musicista danese Ynleborgaz, che forse i più conosceranno per la sua principale creatura a nome Angantyr; a differenza del black dalle forti venature folk che risulta predominante in quest’ultimo caso, Make A Change … Kill Yourself fin dal monicker prescelto lascia pochi dubbi sui contenuti lirici e musicali che lo contraddistinguono.

Fri è la terza uscita, che arriva dopo di un lustro di stand-by, dedita a un depressive-black nero come la pece ma in grado di evocare emozioni forti come pochi altri lavori del genere sono riusciti a fare in epoca recente.
Come detto, un monicker forse eccessivamente esplicito, quanto la stessa copertina del disco, rischiano di respingere a priori molti potenziali ascoltatori, che potrebbero essere tratti in inganno pensando ad una pacchiana riproposizione di un tema, sempre piuttosto delicato da trattare, come quello del suicidio; dopo numerosi e soddisfacenti ascolti di Fri si può tranquillamente affermare che sarebbe un grosso errore cadere in tale equivoco, poiché la materia musicale ivi contenuta è di grandissima qualità, rivelandosi l’ideale tappeto sonoro sul quale dipanare testi pregni di disperazione, unico aspetto dell’album non di competenza di Ynleborgaz bensì del suo sodale Nattetale.
La traduzione dal danese dei titoli delle quattro lunghe tracce sono sufficienti per capire quale sia il sentimento prevalente racchiuso nel disco: “libero da questo mondo”, “la vita è un dono”, “tu sei solo”,”serenità”, rappresentano l‘escalation che spinge un essere umano all’estrema decisione di togliersi la vita, di fronte all’incapacità di sopportare il peso di un’esistenza che, se è vero che è un regalo, si rivela per troppi tutt’altro che gradito.
Ma, al di là dei contenuti lirici, l’album brilla per un songwriting di rara bellezza; Ynleborgaz evoca con la propria chitarra tutte le sensazioni che chi si avvicina al DSBM vorrebbe provare: malinconia, disperazione, dolore, rabbia e infine rassegnazione.
In questo contesto le tastiere svolgono un sapiente ruolo di raccordo ergendosi a protagoniste solo nell’epilogo del lavoro, quasi a voler sancire la sospirata fine delle sofferenze terrene.
Fri non ha alcun momento di cedimento, il pathos è sempre al suo massimo livello, ma non si può evitare di citare i nove minuti di Du Er Alene come uno degli episodi più toccanti che abbia mai avuto occasione di ascoltare.
Emozionante.

Track-list :
1. Fri Fra Denne Verden
2. Livets Gave
3. Du Er Alene
4. Sjælefred

Line-up :
Ynlenìborgaz – Vocals, All Instruments
Nattetale – Lyrics

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