LANFRANCO PALAZZOLO-ALLARME ROSSO

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LANFRANCO PALAZZOLO-ALLARME ROSSO

Libercolo di realtà alternativa partorito dalle menti della Democrazia Cristiana per le elezioni del 1953, recuperato per noi posteri da Lanfranco Palazzolo, giornalista di Radio Radicale e collaboratore del “ Tempo “.

Questo libro è un’invenzione ucronica, ovvero un’opera di narrativa fantastica basata sulla premessa generale che la storia abbia seguito un corso alternativo rispetto a quello reale. Nei fumetti ciò si chiama “ What if…”, storei fantastiche che narrano le alternative vicende degli universi Marvel e Dc. In questo particolare opuscolo, redatto per le elezioni del 7 giugno 1953, vengono illustrati i possibili effetti di una vittoria comunista nelle lezioni del 18 aprile 1948.. Gli sconosciuti autori snocciolano le peggiori tragedie che un totalitarismo rosso avrebbe scatenato nella penisola italica, dall’ omicidio di Alcide De Gasperi, alla repressione nel sangue delal resistenza democratica. Ovviamente uno dei punti forti del libro è che l’Italia sarebbe diventata una colonia dell’Urss, con la quale avrebbe combinato i piani quinquennali, e alla qual avrebbe ceduto lo sfruttamento delle proprie risorse. Il personaggio, o forse sarebbe meglio dire il bersaglio principale, è il Migliore, ovvero Palmiro Togliatti, il principale politico italiano comunista insieme ad Enrico Berlinguer. Egli diventa nell’opuscolo, il dittatore assoluto dell’Italia, novella repubblica “ balcanica “ al soldo di Mosca, e pericolosissima testa di ponte sovietica nell’europa del Piano Marshall.

Il libretto è do facile lettura, scritto con il preciso intento di terrorizzare l’uomo della strada, in maniera di non farlo votare per il Pci. L’ultima pagina dell’opuscolo riporta la seguente frase : “ Questa storia è immaginaria, è accaduta nella fantasia soltanto. Ma se voi, Elettori italiani, voterete il 7 giugno per Nenni e Togliatti, questa storia immaginaria di ieri sarà la vera storia di domani. Attenti a non mandare Togliatti al potere ! “. In realtà l’anticomunismo fu più utile proprio nelle votazioni del 7 giugno 1948, che in quelle del 1953. Questo perchè la Dc nei primi anni del dopoguerra non governò benissimo, e già la gente storceva il naso, come scrive l’illuminante Giorgio Galli nella prefazione del libro. Nell’elezione del 1953 la Dc non raggiunse la maggioranza assoluta dei voti validi. Quest’opuscolo è stato riportato a galla dalla tenacia di Lanfranco Palazzolo, che ne ha scoperto la sua esistenza nel fondamentale “ I nazi – fascisti e le scienze del terrore “ ( Bibliohaus 2008) di Simone Berni, fondamentale testo per chi s’interessa del fascismo, e testo validissimo per chi vuole addentrarsi nell’ucronia italiana e non.

Il problema era reperirne una copia, dato che nemmeno all’archivio della Democrazia Cristiana ne possedevano una copia. Dopo varie peripezie la Biblioteca di Foggia ne scaneriza una copia e la invia all’autore. Certamente questo libro non è all’altezza de “ La svastica sul sole “ del sommo Philip K.Dick, o dell’ottimo “ Fatherland “ di Robert Harris, ma è un ottimo esempio del viscerale anticomunismo italiano che ha portato all’ingerenza atlantica, alla P2, alla riunione nel 1965 all’hotel Parco dei Principi di Roma, e a molto altro. L’anticomunismo in Italia è un bestseller, come ha ampiamente dimostrato Berlusconi e la nuova destra, nonostante i partiti comunisti praticamente non esistano più.

Ma il Pci, il più grande partito comunista europeo, fa ancora paura, e punge ancora ai giorni nostri il ventre molle dell’Italia, quella maggioranza silenziosa che ogni tanto ci riconsegna in mano a ometti pretenziosi e donnaioli. Infine, questo libro si può leggere come testimonianza storica, ma anche come buon romanzo di fantascienza.

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