JUNE 1974 – NEMESI

JUNE 1974 - NEMESI 1 - fanzine

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In mezzo alla moltitudine di dischi che sputano fuoco da ogni genere, o incroci di generi, pregni altresì di contorsionismo musicale, emerge sulle pagine di IYE ezine il lavoro di JUNE 1974, aka Federico Romano, compositore e polistrumentista italiano ben rodato e lanciato dal 1° giugno sui mercati discografici digitali terrestri con il lavoro intitolato NEMESI, un interessante e godibile album che si avvale in ciascuno dei 10 pezzi in lista di una valorosa guest, che certo ne aguzza la particolarità.

E allora passiamo subito in mostra le 10 chicche strumentali cariche di passione fulminante, che sarà il tramite privilegiato per apprezzare lo stile adamantino del variegato musicista presentato.

1. “Sognando Klimt” featuring Gionata Mirai (Il Teatro Degli Orrori).
Uno squarcio in stile metal deflagra, le note, pennellate con dolcezza onirica dalla chitarra di Mirai, fioriscono talentuose, rette dal potente drumming che ci invola su innevati picchi propulsivi.

2. “Inoubliable” featuring Tommy Talamanca (Sadist).
L’incessante mano di Talamanca brucia ottani inseguendo una melodia buona per una colonna sonora, lasciando aperture romantiche e paradisiache alla cullata scia impressa dalle chitarre. Il synth e il piano ricamano atmosfere pompose e cristalline con richiami quasi prog; i riff ripetuti fanno da eco all’insediarsi del bellissimo assolo di chitarra, svanendo tra puri tocchi di piano.

3. “Narciso” featuring John Cordoni (Necromass).
Si rincara la dose energetica in modalità power metal: dal sostenuto ritmo si snocciolano preziosità di chitarra elettrica che sfocia nel folle, estremo rincorrersi di galoppante gioia, ricalcando pure stilemi classici atti ad infiocchettare una buona song, sia pure ambiziosa, che gode di ottima salute virtuosa, regalando ali di poesia.

4. “Home” featuring Francesco Conte (Klimt 1918).
Introdotta dall’arpeggio della sei corde, si viaggia in clima fantasy; il tema sonoro è coadiuvato dalla perspicace ed ispirata orchestrazione che fa quadrato attorno all’ascoltatore deliziandolo con immagini che si fondono ai suoni liquidi e agganciando una spaziale song di egregio costrutto tecnico nonché evocativo. Synth, batteria, elettrica, trottano felici seguendo un ipotetico sentiero lunare – adagio con brio di percussioni.

5. “Panorama”featuring Andy LaRocque (King Diamond)/Tommy Talamanca (Sadist).
Con “Panorama” ci si addentra in una song più ruvida, corrotta da sezioni elettroniche spedite, sebbene frenate dal canto straniante e tranquillo della melodica guitar. Non mollando il filo di questo aquilone, disegniamo ghirigori virtuali nel mirare le evoluzioni che la musica ci regala, sotto il battente, mai scomodo, del drumming. E l’umore del pezzo schizza in orbita grazie al fulmineo assolo avvincente; recuperando il tema della track, ora incuriosita dagli effetti elettronici, si viaggia sul tappeto mai silente della sezione ritmica che, ascoltandola con accortezza, si pone da qualsiasi angolazione percettiva quale gioiello brillante.

6. “Nothing Man” featuring Jørgen Munkeby (Shining).
Munkeby non ci fa attendere neppure un secondo, tanto che lesto sfodera immediatamente la sua arma a fiato, servendo il pass alla tumultuosa ritmica assecondata dalla generosità speed della doppia grancassa che duetta col meraviglioso sax, facendo insorgere per magia dal tessuto pentagrammato coloriture di fiori cosmici dal profumo nuovo e nostalgico.

7. “Death Note” featuring Patrick Mameli (Pestilence).
Un pezzo molto cupo che rallegrerà coloro che sono a caccia di tesori nascosti tentando di smarcare le etichettature di generi preconfezionati, June 1974 centellina così un ottimo opening, sarebbe stato forse il brano migliore se non avesse allungato troppo con il trionfale da musica classica, reintegrando comunque la song ad alto rango grazie all’assolo filante spalleggiato dall’altra chitarra.

8. “Arcadia” featuring Paul Masvidal (Cynic).
Arcadia spara a zero sulle orecchie senza curarsi della nostra stabilità, utilizzando potenza e delicatezza; switcha giocosamente tenendo stretto il connubio creato, giostrato a suo piacimento nel divertito kitsch; è anche, forse per detta ragione, il brano più crazy e breve.

9. “Creed” featuring James Murphy (Obituary/Death/Testament).
Con James Murphy alla guida non si temono ostacoli e la black Camaro fila una meraviglia lungo le strade dell’ascolto: inviolabile speed da tirare fuori quando… no, no! non quando raggiungerete il Paradiso ma quando dal Paradiso, a tutta birra, scivolerete giù negli ardenti fuochi d’artificio infernali dell’indiavolato metal qui espresso in forma di bolide fantastico ubriacato dalle parti per orchestra, posteggiandoci infine nei pressi del Purgatorio! – Va’ là che non è una soluzione tanto malvagia; tutto sommato ci è andata più che bene per aver sfrecciato come temerari drughi in corsa e senza freni uditivi.

10. “Beloved”, featuring Francesco Sosto (The Foreshadowing), sgrana pianisticamente una sentita foggia d’amore per gli uditori che abbracceranno il talento di June 1974, personaggio dalla stravagante fervida inventiva.

Fare musica per Federico Romano è qualcosa di ultra-vitale ed immaginifico, l’entusiasmo esonda da ogni traccia e la capacità di trasportarci uditivamente su territori inaspettati, unita ad un forte senso melodico, oltre alle personali progressioni tecnico-compositive rilevate, attesta che il prolifico artista (prima era scrittore a tutto tondo) può riservarci accattivanti novità in qualsiasi momento, ben sostenuto dalla Visionaire Records che, caldeggiandone la esplosiva caparbietà, ha contribuito a consolidare il poliedrico personaggio, sino a tirare in ballo le citate guest star a suonare con lui nel disco volante in oggetto.

 

ETICHETTA: Visionaire Records

TRACKLIST
1. Sognando Klimt
2. Inoubliable
3. Narciso
4. Home
5. Panorama
6. Nothing Man
7. Death Note
8. Arcadia
9. Creed
10. Beloved

LINE-UP
Music and titles and instruments by Federico Romano (June 1974)

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