Jake Adelstein-Tokyo vice

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Jake Adelstein-Tokyo vice

Incredibile storia di Jake Aldestein, ebreo americano che diventa cronista di nera dello Yomiuri, il principale quotidiano giapponese. Già diventare giornalista in Giappone essendo un gaijin, ovvero uno straniero, é molto ma molto difficile, sia a causa della difficoltà della cultura giapponese sia per la difficoltà di penetrare la chiusura della civiltà del sol levante.

Adelstein ha fatto molto di più : ha portato alla ribalta il marcio del Giappone, smascherando la Yakuza, la mafia giapponese, che non é la mafia come la intendiamo noi. Il nostro giornalista comincia la durissima gavetta dal basso, Partendo dalla cronaca della provincia di Saitama, praticamente il nostro Veneto, lavoro e provincialismo. La vita del cronista giapponese fa’ alquanto schifo; bisogna stare sempre alle calcagna dei poliziotti, stazionando nell stanzetta riservata alla stampa del comissariato.

La cosa fondamentale é cercarsi poliziotti che, grazie a regalie e cortesie dei girornalisti, facciano stare un passo avanti rispetto ai rivali. In genere si va’ a casa del poliziotto portando gelato, sakè o sigarette e parlando amabilmente lo sbirro si lascerà scappare qualche utile indicazione. Adelstein é inoltre penalizzato dal fatto di essere gaijin, cosa che per i giapponesi equivale quasi ad essere malati, in più é anche ebreo, il che peggiora grandemente la situazione. Jake é peró uno dei peggiori figli di buona donna che il Giappone abbia mai visto, e bevendo, fumando, scopando e sgomitando riesce a portare a casa ottimi risultati. Bisogna dare atto ai dirigenti dello Yomiuri di aver avuto davvero grande intuito. Adelstein viene quindi mandato a Shunjuku, quartiere di Tokyo. Codesto quartiere é una via di mezzo tra il quartiere rosso di Amsterdam, uno slum di Bangkok e Ibiza. Qui l’americano scopre veramente le ipocrisie del Giappone, specialemente sul sesso. In Giappone è reato pubblicizzare od offrire rapporti sessuali, ma non lo è promettere la penetrazione vaginale dietro pagamento. La differenza è sottile, ma le differenze sottili sono tutto in Giappone. In questo epriodo Jake segue anche il famoso caso di Lucie Blackman, una ragazza inglese divenuta escort nel quartiere di Roppongi, che è l’equivalente di Shunjuku, ma qui vi sono molte donne straniere. E Lucy Blackman era proprio una di queste, prima di vnire rapita ed uccisa da uno stupratore seriale, già ampiamente segnalato alla polizia. In questo caso Aldenstein riesce a tenerre viva l’attenzione della polizia, altrimenti il caso sarebbe presto morto. In questi anni comincia anche ad occuparsi del traffico di esserei umani, donne specialemente dell’este europeo, che vengono attirate in Giappone con false offerte di lavoro, per poi essere avviate alla prostituzione nei clubs di Roppongi, tutto alla luce del sole. Il nostro intrepido giornalista si è fatto una famiglia, ma continua a vivere nel buio mondo della cronaca nera nipponica, tra prostitute, poliziotti che sono più per il crimine che per la legalità e bevute colossali. In tutto questo caos che è la vita del cronista, Adelstein arriva a contatto con la Yakuza. Cosa non difficile in Giappone, poichè la Yakuza ha uffici, centri congressi, e molto altro, a nome di front companies, ovvero di società di facciata. Solo recentemente il governo ha emanato leggi più severe. Da poco tempo si è obbligati, all’apertura del conto bancario, a dichiarare di non fare parte di nessuna Yakuza, pena l’incacerazione.

La Yakuza non è propriamente una mafia, è un cancro che permea la società. Ma essnedo un parassita intelligente, non la rovina completamente, ma ne succhia la forza, attraverso codici strettamente giapponesi, in quanto certi riti non sono presenti qui da noi. La Yakuza è nata molto tempo fà, ma si è semrpe connotata come forza salvifica, mentre invece rapina, saccheggia, uccide, mutila, traffica esserei umani, importa droga dalla Corea del Nord, poichè molti suoi affiliati sono coreani, figli di ex schiavi. Nella prima metà del secolo scorso la Yakuza assusne poi una fortissima impronta nazionalistica e fascista, arrivando ad aiutare l’esercito nelle invasion idella Corea e della Cina. Per capire come funziona la Yakuza, possiamo fare l’esempio del recente terremoto : la Yakuza si è praticamente sostituita allo Stato negli aiuti alle zone colpite, per poi lucrare sulla ricostruzione. Inoltre la Yalkuza ha fornito uomini che avrebbero dovuto comunque morire per la pulizia dei reattori nucleari di Fukushima. Se volete approfondire il discorso sulla Yakuza, è imprescindibile il numero 10 del 2011 del magnifico periodico Narcomafie http://www.narcomafie.it/ , incentrato sulla Yakuza, e con due pagine dedicate al presente libro. Adelstein scopre che Goto, un potentissimo boss della Goto – gumi, si è fatto trapiantare Il fegato nell’ospedale della Ucla in California, grazie all’intercessione dell’Fbi, in cambio di nomi. Jake và a fondo, ed è la parte più bella e drammatica del libro. Dovete scoprirla da soli. Noir potente e vero, ci rende un Giappone a noi sconosciuto, facnedoci compenetrare meccanismi altresì sconosciuti. La lettura è coinvolgente, e Adlestein è uno scrittore noi di razza. Rimane un sospetto sulla reale identità di quest’uomo, che mi piacerebbe conoscere.

Vero giornalista o qualcos’ altro ?

Link sul caso di Lucie Blackman :
http://waww.dailymail.co.uk/femail/article-1203841/How-Lucie-Blackman-English-girl-geisha-lured-death-Tokyo-escort-bar.html

Interessantissimo sito di sottocultura giapponese, dove continua a scrivere Adelstein : waww.japansubculture.com

waww.einaudi.it

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