Ivalys – Lumen

La giovane band marsigliese non convince del tutto, nonostante una proposta oggettivamente valida e impeccabile dal punto di vista formale ma priva di spunti memorabili.

Ivalys - Lumen 1 - fanzine

Gli Ivalys appartengono al novero delle band dedite al gothic metal con voce femminile e di per sé, questa come presentazione, salvo per i completisti del genere, rischia di non essere particolarmente allettante.

In effetti, per emergere in un contesto così affollato ormai non bastano più una bella voce e una buona capacità strumentale, ciò che può fare la differenza tra il ritagliarsi una fetta di pubblico affezionato ed il restare confinati nel limbo, è riuscire a comporre una manciata di canzoni che riescano a lasciare il segno.
La giovane band marsigliese fallisce in parte quest’obiettivo, nonostante una proposta oggettivamente valida e impeccabile dal punto di vista formale: dal mio punto di vista qualche traccia degna di menzione ci sarebbe pure ma, rispetto per esempio ai compagni di etichetta Azylya, manca quel pathos esecutivo che permeava il disco d’esordio della band fiamminga.
Infatti, gli Ivalys non riescono a comunicare quelle emozioni che dovrebbero essere l’obiettivo principale per chi si dedica ad un genere come il gothic metal: Jessica Donati ha vice bella ma un po’ “algida” e il periodico ricorso al growl maschile appare più l’applicazione di uno standard quasi obbligatorio che non un’effettiva necessità artistica e, in effetti, tutto il lavoro fornisce la sensazione d’essere una impeccabile rappresentazione formale di tutti i cliché del genere.
Intendiamoci, gli Ivalys hanno tutte le carte in regola per sfornare, in un prossimo futuro, un disco in grado di smentirmi e di farmi piacevolmente ricredere, anche perché Lumen, in fondo, non costituisce certo un ascolto sgradevole e lo dimostra il fatto che la valutazione finale lo colloca ben al di sopra della sufficienza.
Diciamo che, oltre alla personalità, mancano soprattutto quelle canzoni che possano restare impresse dopo un po’ di ascolti e, francamente, a parte l’opener Within Flesh e qualche passaggio azzeccato sparso qua e là, il resto della musica proposta dagli Ivalys scivola via in modo gradevole ma senza lasciare il segno.
Aspettiamo pertanto la band transalpina ad una prossima riprova prima di emettere un giudizio definitivo sul suo effettivo valore.

Tracklist :
1. Within Flesh
2. Nothing Grows
3. Haven
4. Disclosure
5. Lumen
6. As It Wanes
7. Enclosure
8. The Passengers
9. Instill Light
10. Fragments

Line-up :
Loris Guillen – Bass
Pablo San Martín – Drums
Nicolas Rey – Guitars
Jessica Donati – Vocals
Stanislas Dinnequin – Guitars

IVALYS – Facebook

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Autore: Stefano Cavanna

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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