Infinite Translation – Masked Reality

Infinite Translation - Masked Reality 1 - fanzine

Infinite Translation – Masked Reality

Scrivere una recensione per dischi come quello degli Infinite Translation è un compito dannatamente facile e tremendamente complesso allo stesso tempo: facile, quando la musica che si sta ascoltando piace e le parole sgorgano dalla penna (o per meglio dire dalla tastiera) in maniera spontanea; complesso, se è praticamente impossibile non ribadire considerazioni esposte inevitabilmente in precedenza già da qualcun altro.

Perchè, diciamoci chiaramente come stanno le cose, un album come Masked Reality l’abbiamo già sentito decine di volte in passato, con titolo e monicker diversi stampati sulla copertina, ma inspiegabilmente (o forse no …) continua a piacerci in ogni occasione come se fosse la prima.
Il thrash metal dei francesi Infinite Translation è saldamente ancorato alla tradizione, ma ciò non impedisce alla band di Lille di risultare ugualmente fresca e attuale; se si evita di cercare a tutti i costi l’originalità dove, oggettivamente, non se ne sente neppure la necessità e si prova, invece, a concentrare l’attenzione in maniera oggettiva sul risultato finale, non si possono che trarre giudizi esclusivamente positivi.
Fin dall’opener Malicious Mental Oppression il treno impazzito guidato da Max Maniac travolge tutto e tutti senza lesinare una stilla di energia; brani dall’impatto devastante si susseguono senza soluzione di continuità nel solco tracciato da Exodus, Nuclear Assault, Destruction e co., mettendo a serio repentaglio l’ormai usurato rachide cervicale di chi scrive.
Nel solco della tradizione del genere troviamo anche la denuncia contro le storture della società contemporanea, ben rappresentata da una classica copertina raffigurante in primo piano un volto che, per quanto reso ancor più grottesco nelle sue fattezze, assomiglia in maniera evidente al ben noto Joseph Ratzinger, mentre le pecore dalle fattezze umane collocate sullo sfondo non è difficile immaginare a chi si riferiscano …
Quaranta minuti di rara intensità che spiccano decisamente in un panorama nel quale la recente riscoperta e rivalutazione del thrash fornisce talvolta risultati asfittici e oggettivamente sopravvalutati.

Tracklist :
1. Malicious Mental Oppression
2. Destined to Death
3. Join the Masses
4. Killing Sollution
5. I’ll Love You Dead
6. Lead to Madness
7. Life of Submission
8. The Boat Can Leave Now
9. Masked Reality

Line-up :
Jon Whiplash – Bass, Backing Vocals
Fish Killer – Drums
Max Maniac – Lead Guitars, Vocals
Guillautine – Rhythm Guitars, Backing Vocals

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Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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