herbamate – the jellyfish is dead and the hurricane is coming

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Gli Herba Mate hanno condiviso il palco con i Fu Manchu. Basterebbe questa frase a render giustizia al power-trio proveniente dalla provincia di Ravenna; tuttavia la recensione va fatta, mica possiamo star qui a pettinare i miei mini pony. Il deserto in Italia, si sa, c’è: immensi spazi vuoti, privi di vegetazione rilevante, asperi e brulli (Che nemmanco Verga rende un’idea precisa), Battuti dal caldissimo sole del Mediterraneo.

Le condizioni per lo sviluppo del desert rock ci sono e infatti gli Herba Mate ci danno dentro.
Andando a ripescare a piene mani nel secchiello di sabbia troviamo antichi tesori: un groove solido e incalzante, rallentamenti da miraggio e oasi di perdizione psichedelica.
Considerando che i nove brani che compongono “T.J.I.D.A.T.H.I.C.” sono nati da jam sessions, e che sono stati registrati in presa diretta, il risultato è qualcosa di scandalosamente bello, al punto che se fossimo negli anni novanta non tarderei a definire “capolavoro della Madonna, Cristo santo!”. Purtroppo essendo in questo pre-apocalittico 2010 mi vedo costretto a limitarmi ad un enfatico “gran bel lavoro”, anche se a riscattare ulteriormente quest’album contribuiscono i titoli (Sia del lavoro stesso che delle tracce, geniale “Aragosta vs Panther”).
Le penalità più evidenti dell’album stanno dunque nella poca originalità del sound che tuttavia (Poiché non possiamo stare sempre alla ricerca del suono nuovo) si riscatta prepotentemente attraverso soluzioni molto interessanti, sia al livello di riffs che di dosaggio dei vari elementi caratterizzanti i generi della band: da una potente cavalcata rock ci si trova piacevolmente impantanati nelle sabbie mobili di un trip acido e impastato; da un caldo intro di bonghi si passa a sputare l’anima su un midtempo dissonante. Le sorprese disseminate qua e la dal gruppo sono piccoli gioielli luccicanti fra le sabbie, capaci di far sembrare il rock del deserto roba inventata il mese scorso.
Ottimo il lavoro svolto sulle lyrics che tendono a rimanere impresse nella mente, molto buono anche il cantato aggressivo e trascinante, capace di fondersi con la chitarra in una straziante composizione tutt’altro che astratta. Inaspettatissima la bonus track nascosta: un gioco di droni di impostazione Ufomammuth che sfocia in una morbida serenata acustica.
E la luna infine, sorge anche sul deserto,
ed è ora di andare a dormire.

TRACKLIST:
1. Machumba
2. Imargem
3. Aragosta Vs. Panther
4. **
5. Nicotine
6. Bugs
7. 1 to 65
8. (***)
9. Sputnik

Durata Totale: 44:43

Herba Mate - The Jellyfish is dead and the hurricane is coming

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