iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Goatsodomizer – The Curse Rings True

Una botta di adrenalina, ruvida e sporca: The Curse Rings True nulla toglie e nulla aggiunge ad un genere che piรน underground di cosรฌ non si puรฒ

Goatsodomizer  -  The Curse Rings True - Recensioni Metal

Si sono presi tutto il tempo necessario, forse anche troppo, gli svedesi Goatsodomizer per dare alle stampe il loro primo full length licenziato dalla Iron Shield.

Infatti la band risulta attiva fin dal 1995 e fino ad ora aveva immesso sul mercato solo due demo all’alba del nuovo millennio, This Mean War e Rapin’ My Graveyard, rispettivamente datati 2000 e 2002.
Dopo quattordici lunghi anni, finalmente The Curse Rings True vede la luce, nel frattempo il gruppo di Stoccolma รจ rimasto un trio, con Per Lindstrรถm impegnato al basso ed alla sei corde, Johan Norรฉn alle pelli e Gustaf Browall ad urlare nefandezze dentro al microfono.
Attitudine satanista ed ignorantissima, per una raccolta di brani che si rifanno alla tradizione thrash old school con una buona dose di rock’n’roll a tramutare il tutto in un armageddon metallico d’assalto.
Poco piรน di mezzโ€™ora, sparata a velocitร  sostenuta, un impatto live da prendere o lasciare, senza mai uscire da una qualitร  accettabile ma non trascendentale, questo in poche parole risulta l’esordio del gruppo, influenzato, come tutti quelli del genere, dai Motorhead e dal thrash vecchia scuola.
Tra le songs spiccano le buone ritmiche delle rock’n’roll Sidewalk Sinner e la conclusiva Going To Brazil, per il resto รจ il thrash metal che comanda il sound dei Goatsodomizer che, per la musica trattata e la produzione volutamente sporca, finisce per essere rivolto ai fans delle sonoritร  old school.
Una botta di adrenalina, ruvida e sporca: The Curse Rings True nulla toglie e nulla aggiunge ad un genere che piรน underground di cosรฌ non si puรฒ; l’ottimo lavoro della sezione ritmica e qualche assolo mitragliato aggiungono verve ad un lotto di brani che si assomigliano un poโ€™ troppo, risultando il piรน grande difetto del sound del gruppo svedese.

TRACKLIST
1. Graveyard Bitch
2. Iron Casket
3. Sidewalk Sinner
4. U.V.G.S.
5. Tombstone Riot
6. Scum of the Underworld
7. Into the Crypt
8. Gore Galore
9. Raping My Graveyard
10. Sodomized til Death
11. Die Screaming
12. Going to Brazil

LINE-UP
Per Lindstrรถm – Bass, guitars
Johan Norรฉn โ€“ Drums
Gustaf Browall – Vocals

GOATSODOMIZER – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarร  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire รจ una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.