Gli Avvoltoi – Confessioni Di Un Povero Imbecille

Gli Avvoltoi – Confessioni Di Un Povero Imbecille

Per me gli Avvoltoi sono un dogma. E lo sono dall’ahimè lontano 1988 anno nel quale uscì il loro primo bellissimo album Il Nostro E’ Solo Un Mondo Beat.

Fu proprio in quell’anno che il vostro affezionatissimo lo acquisto in quel di Roma sull’onda emotiva scatenata dalle entusiastiche recensioni lette sulla stampa specializzata di allora. Fu proprio l’averlo appresso, insieme ad una copia di Rockerilla, che durante un viaggio di ritorno a casa grazie ad una licenza, ero nella capitale per svolgere l’allora ancora implacabilmente obbligatorio periodo di leva, mi consentì di conoscere e di familiarizzare con un’avvenente corregionale con i miei stessi interessi e gusti musicali. Purtroppo la differenza d’età (io ero appena maggiorenne e lei già oltre la trentina) ed il fatto che la pur dolce donzella parteggiasse per la squadra dei diversamente genovesi fece si che il piacevolissimo viaggio insieme non sfociasse in qualcosa di ancor più piacevole. Fatto sta comunque che grazie alla mai abbastanza lodata band bolognese per poco non riuscivo pure a fornicare, evento allora piuttosto raro. Sono questi piccoli particolari, insieme ad una miriade di altri, che rendono gli Avvoltoi un gruppo speciale. Ma bando alle me stucchevoli memorie e spazio a questo loro nuovo disco che nasce come un concept album basato sul racconto di Gianluca Morozzi Despero, una storia di rock, d’amore di speranze infrante e realizzate. L’idea di realizzare un’opera complessa ed ambiziosa come lo furono, sia pur nella loro profonda diversità, Sf Sorrow dei Pretty Things e Zen Arcade degli Husker Du non fa altro che dimostrare il livello di maturità e di brillantezza raggiunti dal quintetto emiliano. Per quanto mi riguarda i pezzi che prediligo sono quelli più beat e garagistici tipo 1991, Brucia (in assoluto la mia preferita) e le due bonus tracks Lancio e Dammi La Mano, ma anche lo straordinario pathos di 12 Gocce, il magnifico lavoro svolto dall’hammond in Giuro Lo Vedrai e la toccante malinconia di Sipario sono momenti di assoluta eccellenza. Penso sia chiaro che, se come il vostro umilissimo recensore siete già in possesso degli altri lavori degli Avvoltoi, non vi farete mancare neppure questo nuovo album, nel caso invece questo Confessioni di un Povero Imbecille fosse il vostro primo approccio con la band sono invece sicuro che vorrete andare a ritroso ed ascoltare anche tutto quanto da essa prodotto in precedenza.

P.S. : L’unica volta in vita mia che ho avuto la fortuna e l’occasione di vedere gli Avvoltoi dal vivo (pochi anni orsono in quella vera e propria oasi culturale che è il Raindogs di Savona) non ho perso l’occasione di portare con me il loro primo album con l’idea di farmelo autografare da Moreno. Speravo di trovarmi di fronte una persona simpatica e disponibile e così fu. Ahimè quella sera fuori pioveva e la dedica si sbavò irrimediabilmente, poco male nella mia mente in bel ricordo di quell’incontro non si è certamente sbiadito.

TRACKLIST
1) Sono Libero 2) Vi Voglio Finalmente Tutti Qua 3) 1991 4) Giuro Lo Vedrai 5) Confessioni 6) Brucia 7) 12 Gocce 8) Il Contratto 9) Una Camera, Un Hotel 10) Sipario 11) Lancio 12) Dammi La Mano

LINE-UP
Moreno Spirogi – Voce, El Pannocchia – Chitarra, Nicola Bagnoli – Tastiere, Michele Rizzoli – Basso, Giampiero JP Palazzino – Batteria

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