Giuda – Speaks Evil

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Ci sono voluti otto ascolti per convincermi che Speaks Evil dei Giuda è un altro piccolo capolavoro della band romana: il terzo di fila per i nostri eroi e quindi, almeno per quel che mi riguarda, un vero e proprio record in tempi duri come questi.

Certo la produzione è un po’ più leccata e pulita rispetto al passato, ma credo che la “colpa” non sia della Burning Heart. Il fatto è che, secondo me, Lorenzo, Tenda e soci, per questo disco hanno voluto fare un piccolo ma importante passo in avanti. E ci sono riusciti alla grande. Speaks evil è un disco bellissimo con delle canzoni da far venire i brividi, dall’onestà e dalla godibilissima routine rock’n’roll e con un solo piccolo passo falso. Partiamo dalle vette: questa volta i pezzi più belli dell’album sono quelli che paradossalmente si discostano maggiormente dall’anima glam della band. Parlo di It ain’t easy e You can do everything due canzoni power-pop strabilianti, la prima delle quali cantata alla grande da Lorenzo Moretti. Sul fronte rock’n’roll-glam invece i pezzi forti sono Roll the balls, Bad days are back e Watch your step, che ricordano i primi due album (ma anche i sempre amati Bay City Rollers), grazie alle loro melodie appiccicose, scandite da dei super riff di chitarra. Niente male neanche la poppeggiante Working class man seppure un filino sotto la media. L’unica nota negativa del disco (i pezzi sono dieci e li ho citati tutti) è la conclusiva Bonehead waltz un brano a cui, detto francamente, non riesco ad appassionarmi nemmeno al dodicesimo ascolto (lo stereo è sempre attaccato cari miei). Non lo so mi pare un esperimento mal riuscito sullo stile della b-side dell’ultimo singolo Yellow dash quella Kukulcan che per ora rimane l’unico lato b dei Giuda a non avermi convinto (anzi mi aveva spaventato proprio visto che per un pezzo è stato il loro ultimo brano inciso). E sempre parlando di lati b ,grazie ai quali la band romana ci ha sempre regalato delle vere e proprie perle (recuperate tutti i loro 45 giri, cazzo!) i due pezzoni power-pop di questo album sembrano riprendere un po’ il filo di quello che secondo me resta uno dei brani più belli e sottovalutati dei Giuda, Maybe it’s all over now retro strepitoso del singolo Wild tiger woman.

TRACKLIST
Roll the balls
It aint easy
Bad days are back
Mama got the blues
Watch your step
Working class man
You can do everything
My Lu
Joolz
Bonehead waltz

LINE-UP
Lorenzo
Danilo
Tenda
Daniele
Michele

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