GIORGIO CANALI E ROSSOFUOCO-ROJO

GIORGIO CANALI E ROSSOFUOCO-ROJO 2 - fanzine

GIORGIO CANALI E ROSSOFUOCO-ROJO

Nel 2009 usciva Nostra Signora Della Dinamite, disco di passaggio (in un certo senso) dal mondo della canzone elettrica/rabbiosa al mondo della canzone intimista (ma ugualmente caustica). Da quel disco, che non convinse tutti, sono ora passati due anni: Giorgio Canali, reduce da una profonda crisi creativa (è lui stesso a farcelo sapere), ritorna con in seno la fiamma della rivoluzione, Rojo.

Regola #1 apre il disco e, appena si accendono la chitarra elettrica e i testi al vetriolo (‘regola #1: sfasciare tutto’), è come riempire i polmoni di aria buona. Si corre su tempi medi, non si rimane particolarmente sconvolti, ma certamente si è sulla buona strada. Ci Sarà, subito dopo, altrettanto elettrica (anzi, un gradino sopra), viaggia veloce e leggera, con le chitarre che lasciano spazio all’armonica e all’ottimismo mentre La Solita Tempesta (insieme ad Angela Baraldi), invece, fa storcere un po’ il naso, con il suo suonare così a là Certe Notti di Luciano Ligabue. A rimediare ci pensano Carmagnola #3 e Controvento: la prima grazie alla sua incredibile energia e alla enorme voglia di rivolta, la seconda per la sua capacità di coinvolgere, immersa tra sentimenti più neri e personali. Morire di Noja prosegue mantenendosi sulla cresta dell’onda, con i suoi ritornelli dannatamente efficaci e l’interessante melodia di chitarra nelle strofe. Treno Di Mezzanotte, lenta, crepuscolare, dal poco mordente (nonostante lo svilupparsi in crescendo), passa il testimone a Sai Dove che, in rapida ascesa, ci trasporta e rapisce (ma senza entusiasmi particolari). Un Crepuscolo Qualunque è nuovamente un colpo basso, che poco si fa apprezzare, tra fitte ritmiche di batteria, accordi di chitarra, voce e armonica mentre, infine, Risoluzione Strategica #6 dalle sonorità retrò (vedi Rolling Stones) lascia spazio alla conclusiva Orfani Dei Cieli che, tra morbidezza e delicatezza, chiude il disco.

Rojo sembra un disco facile, ma non è così. Presi dall’entusiasmo eravamo convinti di dare un voto alto senza pensarci molto: ci siamo sbagliati. Le canzoni certamente non deludono, sono molto orecchiabili, facili all’ascolto, ma mai veramente incisive (esclusi alcuni casi). I testi, chiari, diretti, caustici, colpiscono e convincono, ma mai con la stessa verve di un tempo.

Insomma, a ben vedere, tutto sembra piuttosto logoro e già visto. Nonostante la vivacità di alcuni pezzi, nell’insieme ci si perde in una maretta di pezzi piacevoli ma mai eclatanti. Siamo sopra la sufficienza, certo, ma ci aspettavamo qualcosa di più.

Voto: 6,5

TRACKLIST:
01. Regola #1
02. Ci Sarà
03. La Solita Tempesta
04. Carmagnola #3
05. Controvento
06. Morire Di Noja
07. Treno Di Mezzanotte
08. Sai Dove
09. Un Crepuscolo Qualunque
10. Risoluzione Strategica #6
11. Orfani Dei Cieli

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