Riedizione con alcune rivisitazioni della fondamentale opera filosofica di Vattimo del 1989.
Il filosofo torinese sviluppa qui il suo concetto di società post – moderna, ovvero di società che ha superato la sua fase di sviluppo unitario, e si trova a diventare una società complessa e plurale.
Questo pensiero di societĂ complessa, è strutturale all’adesione di Vattimo al pensiero debole, dove debole stĂ per rifiuto delle categorie forti e del pensiero dominante. All’interno del pensiero debole, la societĂ trasparente stĂ per la nuova societĂ che si è frantumata in mille realtĂ e veritĂ diverse, narrate dai nostri televisori e dai nostri computer, facendo diventare la nostra realtĂ una favola, intesa in senso nietschziano La pluralitĂ dei punti di vista è sia emancipazione che erosione della realtĂ in maniera profonda, ovvero scava le monolitiche veritĂ del passato progresso umano per dare vita a possibilitĂ di trasformazioni pesanti e profonde. Vattimo pensa che la nostra societĂ post – moderna possa progredire grazie alle possibilitĂ di tolleranza e di vivere le diversitĂ . Ovviamente quello che stiamo vivendo non dĂ ragione a Vattimo, ma non certo per colpa sua. La visione di Vattimo è profonda e molto acuta, seguendo ma non pedissequamente i principi di Heidegger e Nietzsche, portandoci a vedere la nsotra societĂ in un’altra maniera. Il filosofo piemontese ci dĂ speranza riguardo la nostra societĂ , ma sottolinea anche una forte rottura con il passato, evidenziando che il nostro modo di vivere ha portato alla luce tutte le contraddizioni insite nei credi monolitici negli dei e nel progresso che hanno guidato l’umanitĂ nel nostro passato. Da Nietzsche Vattimo prende l’idea della “ morte di Dio “, da Heidegger l’immagine che l’essere non è, ma accade, quindi vita e maturazione, nascita e morte.
Questo libro è molto interessante in sĂ© stesso, ma sicuramente verrĂ capito meglio se inserito all’interno del contesto del pensiero debole di Vattimo.- Non è affatto una lettura facile, seppur scritta in maniera semplice, poichĂ© ci porta a ripensare tutta la nostra societĂ , che è in fondo una societĂ dalla profnde fratture e dalle molteplici veritĂ , così tante che no nsi sa piĂ¹ quale sia la VeritĂ con la V maiuscola, anche se per Vattimo la VeritĂ con la V maiuscola non serve a nessuno.
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