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Recensione : Fleshgod Apocalypse – King

La raffinatezza e l'eleganza della musica sinfonica e classica, violentata dalle ritmiche indiavolate e devastanti del brutal, produce un risultato che lascia esterrefatti candidando il gruppo nostrano come uno dei migliori ensemble estremi in circolazione.

Fleshgod Apocalypse  -  King - Recensioni Metal

Brutal death metal e musica sinfonica o classica, come vi pare, niente di piรน distante, per i detrattori del metal e in questo caso, di quello estremo.

Eppure, come ormai รจ consolidato, il mondo metallico รจ talmente vicino alla musica classica da essere perfettamente in simbiosi con essa, non una novitร  per chi ha vissuto sulla sua pelle le varie fasi di questa unione, uno scandalo per altri ed un piacevole diversivo ai soliti suoni per chi i due generi li conosce in modo superficiale.
Uno dei gruppi maestri nel coniugare le due filosofie dello spartito รจย italiano, si chiama Fleshgod Apocalypse, esce per Nuclear Blast ed il nuovo lavoro รจ la sublime esaltazione di questo fenomeno che nobilita, a mio parere, non solo il mondo metal ma anche quello apperentemente lontano (concettualmente parlando) della musica classica.
Siamo al cospetto di una band unica, creatrice di un sound magniloquente, un’apocalisse di suoni epici e sinfonici dove la brutalitร  del metal si unisce all’epicitร  ed alla monumentalitร  della classica, per donare forti emozioni che nascono dalla grandezza spirituale dell’arte.
Come i piรน grandi maestri che, nel corso dei secoli hanno forgiato per noi musica immortale, i Fleshgod Apocalypseย tornano con il nuovo lavoro, l’opera ( รจ il caso di dirlo) King, quarto parto di una nidiata di capolavori iniziata nel 2009 con Oracles e continuata imperterrita con Agony (2011) e Labyrinth (2013), tralasciando le uscite minori, confermandosi come una delle realtร  piรน spettacolari dell’universo estremo mondiale.
Brutal death metal, devastante ed ipertecnico, a fare da tappeto sonoro e compagnia ad uno tsunami di musica sinfonica che, allโ€™unisono, sfociano in un delirio di suoni drammatici, da tregenda, epici e tragici, teatrali nel senso piรน angosciante del termine.
La raffinatezza e l’eleganza della musica sinfonica e classica, violentata dalle ritmiche indiavolate e devastanti del brutal, produce un risultato che lascia esterrefatti candidando il gruppo nostrano come uno dei migliori ensemble estremi in circolazione.
Ho ancora nelle orecchie le sinfonie accompagnate dal sound futurista dei fenomenali Mechina, mentre In Aeternum, Cold as Perfection, And the Vulture Beholds e A Million Dephts, giungono a riempire il mio spazio cosmico di perfezione estrema, magniloquenza classica e monolitica pesantezza brutal, distanti concettualmente ma uniti da un sapiente uso delle sinfonie.
Saprete che sarete alla fine dell’album perchรฉ il sole tornerร  a splendere, la pioggia torrenziale si placherร  ed una luce divina risplenderร  sul vostro soffitto di casa, anche per oggi l’apocalisse รจ stata solo sfiorata, almeno finchรฉ non rischiaccerete il tasto play del vostro lettore … solo applausi a cotanta magnificenza.

TRACKLIST
1. Marche Royale
2. In Aeternum
3. Healing Through War
4. The Fool
5. Cold as Perfection
6. Mitra
7. Paramour (Die Leidenschaft Bringt Leiden)
8. And the Vulture Beholds
9. Gravity
10. A Million Deaths
11. Syphilis
12. King

LINE-UP
Paolo Rossi – Bass, Vocals (clean)
Francesco Paoli – Drums, Guitars, Vocals (backing)
Cristiano Trionfera – Guitars, Vocals (backing), Orchestration
Tommaso Riccardi – Vocals (lead), Guitars
Francesco Ferrini – Piano, Orchestration

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