Educazione di una canaglia di Edward Bunker

EDWARD BUNKER

Educazione di una canaglia di Edward Bunker

Edward Norton

Edward Norton

LIBERI di LEGGERE

 “Educazione di una canaglia” di Edward Bunker, edito da Einaudi

 In questo libro l’autore racconta la storia della sua vita, da quando è nato (1933) al primo ingresso nella prigione di San Quentin (California) a diciassette anni, sino ad arrivare alla Los Angeles di fine millennio; questa autobiografia ci fa entrare nel durissimo mondo di Bunker, senza alcuna finzione narrativa. James Ellroy ha detto di lui: “Bunker è uno scrittore americano autentico, assolutamente originale”. L’autore premette: “Dedico questo libro a mio figlio. Ho aspettato tanti anni per potergli servire una mano migliore di quella che è toccata a me. Sono sicuro che giocherà le sue carte meglio di come io ho giocato le mie”.

 

Potrete leggere passaggi come questi:

 

  • Non c’è nessun inferno… e neanche il paradiso. La vita è qui. La ricompensa è qui. Il dolore è qui. Non so gran che… ma di quel poco che so sono sicuro.
  • (…) superare il caos della realtà con il grande salto della fede: io non ne sono capace.
  • Sono un apostolo di Francis Bacon, il messia dell’oggettività scientifica, che conduce inesorabilmente all’umanesimo laico e al relativismo, e rigetta ogni idea di genuflettersi per adorare un totem o un altro, sia esso una croce, un vitello d’oro, un palo totemico, o un dio africano della fertilità dal fallo gigantesco.
  • (…) nessuno riesce a punire veramente i ricchi.
  • Non aveva nemici, e un uomo senza nemici di solito non ha neppure veri amici.
  • Ho vinto molte battaglie perché non ho mollato, e ho anche incassato qualche sonora batosta per non aver capito quando era il momento di mollare.
  • Ero convinto che era possibile trarre insegnamento dal passato, ma non cancellarlo.
  • Avevo un desiderio ardente di esperienza e saggezza, non di una vita media di quieta disperazione.
  • Quando si è ricchi (…) ci si continua ad arricchire senza grossi sforzi, se non si dilapidano deliberatamente i propri averi.
  • (…) se Dio mettesse su un piatto della bilancia tutto ciò che ho fatto io e sull’altro piatto tutto ciò che mi è stato fatto nel nome della società, sarebbe difficile stabilire in anticipo da quale parte penderebbe il piatto. Io ho soltanto rubato soldi, e ho smesso nel momento in cui sono riuscito a vendere un romanzo. Mi sono rifiutato di accettare la posizione in cui la società relega l’ex delinquente. Ho preferito correre il rischio di tornare in prigione piuttosto che accettare un posto di lavoro in un autolavaggio o nella cucina di una tavola calda. Due lavori che non hanno nulla di disonorevole, ma non sono fatti per me.
  • E’ la durezza dei tempi che rende dure le persone.
  • Ero incapace di arrendermi senza combattere.
  • Tutto nella vita riposa su ciò che si è fatto in precedenza.
  • Una stella cadente disegnò una traiettoria curva per qualche secondo prima di sparire. Allora mi venne un pensiero, un’idea che mi è tornata un’infinità di volte da quel momento. Come poteva essere sensata la nostra idea di Dio, quando la minuscola pallina blu della Terra, paragonata all’universo, era meno di un granello di sabbia sulla spiaggia di Santa Monica? Se fossimo capaci di vedere le galassie di un miliardo di soli, ciascuna situata a due miliardi di anni luce di distanza, come sarebbe concepibile l’idea che Dio si sia rivolto a Mosè o abbia avuto un figlio di nome Gesù? La Bibbia conteneva sicuramente certe verità e certe rivelazioni, la più ovvia delle quali era: “… Tutto è vanità!”.
  • Un uomo con la pancia piena è solitamente poco aggressivo.
  • Sono convinto che chi non legge resta uno stupido. Anche se nella vita sa destreggiarsi, il fatto di non ingerire regolarmente parole scritte lo condanna ineluttabilmente all’ignoranza, indipendentemente dai suoi averi e dalle sue attività.
  • Mi capita talvolta di giungere a prese di posizione contraddittorie, ma sappiamo tutti che “una stupida coerenza è l’ossessione di piccole menti”, parole che ho letto in un famoso saggio di Emerson (…).
  • (…) il razzismo nero è forse più virulento del razzismo bianco. Una volta qualcuno mi aveva detto: – Noi, quando siamo razzisti, ci limitiamo a tenerci alla larga da loro. Quando loro sono razzisti, ciò che vogliono è ammazzarci –. Era vero: i razzisti neri volevano la vendetta, i razzisti bianchi la segregazione.

 

Volete capire qualcosa di più di questo libro? Sappiate che Bunker è l’autore dei romanzi Cane mangia cane, per cui il New York Times scrisse che “Bunker si è spinto più avanti di quanto Chandler e Hammett avessero mai sognato”, e Little Boy Blue, che Quentin Tarantino definì “il miglior romanzo del crimine in prima persona che abbia mai letto”.

Nel film Le Iene, Bunker interpreta Mr. Blue: un ruolo piccolo, quasi un cameo, scritto apposta per lui dal regista Tarantino, accanito fan dei suoi romanzi.

Leggete quest’ultimo estratto dal libro e ditemi chi vi viene in mente, oltre ai criminali: Se c’è qualcosa di autentico nella mente di un criminale, è il bisogno di soddisfazione immediata. Quel che conta davvero è il qui e l’ora. La gratificazione differita nel tempo è contraria alla sua natura.

Marco Sommariva

 

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