Una grande interprete italiana di rock oscuro e pop, un trio bolognese di freddi sintetizzatori e calde canzoni e un capolavoro di funeral doom e musica gotica.
DIONIZA
“A nervi sciolti” su Centuries Reverb è il disco d’esordio da solista di Dionza, ex cantante degli Shinin’ Shade e degli AyahuascA, al secolo Domiziana Pelati da Parma. Il disco è un ottimo esempio di rock alternativo a tinte scure in italiano, partendo dalla tradizione anglosassone nel genere e con elementi indie rock e tanto altro.
Il disco è cantato in italiano e ha un groove particolare, un senso di musicalità e di movimento che non si ritrovano altrove. Il suono si avvicina sia al rock che al pop, con testi che colgono sempre un qualcosa di particolare e di mai scontato. Domiziana è una cantate e musicista che ha delle visioni musicali che la portano a scrivere musica interessante e che ti entra dentro, un qualcosa che come potenza e forza si avvicina ai dischi anni novanta e duemila di cantanti soliste che erano molto avanti.
Come una sacerdotessa di culti dimenticati Dioniza ci porta dentro la sua musica che è il portale per poter entrare nel suo universo, che deve essere scoperto e gustato nota dopo nota. La musica di “A nervi sciolti” non ha fretta, siamo sull’orlo dell’abisso ma non siamo ancora caduti, il vento del fallimento e della fine ci soffia addosso in maniera veemente, eppure non cadiamo perché rimaniamo appesi per i nostri nervi sciolti. Dioniza riesce anche nella difficile impresa di mettere assieme italiano e musica di derivazione anglosassone, e il risultato la premia in pieno, ogni canzone è da ascoltare e da vivere al buio o esposti alla luce cocente del sole, la vita in mezzo.
THE BLACK VEILS
“Gaslight” sulla francese Icy Cold Records è il quarto album dei bolognesi The Black Veils, fautori di un post punK new wave fortemente influenzato dall’elettronica. Il suono del trio bolognese è una perfetta colonna sonora per questa epoca distopica nella quale stiamo vivendo, anzi loro vanno avanti e la loro poetica è ancora più vicina all’ora zero dell’apocalisse, eppure non tutto è perduto. Nella musica dei The Black Veils ci sono tantissime emozioni, i sintetizzatori la fanno da padroni insieme ad una ritmica martellante, un suono molto anni ottanta, e pressoché perfetto, rotondo e perfettamente luminoso.
Ascoltando “Gaslight” ci si perde nelle tastiere come nei meandri bui di un teatro abbandonato, dove vecchi e pesanti sipari nascondo antiche meraviglie, antidoto alla bruttezza di questa nostra società. La panacea dei The Black Veils non è nostalgia sonora o immaginaria, è la costruzione di un’opera d’arte musicale che vada oltre i generi e le nostalgie, un ponte elettronico fra noi è un altro mondo che potrebbe essere anche dentro di noi.
La componente dark è fortissima ed è la struttura portante del tutto, e in queste tenebre i nostri trovano i passi per una danza disperata, sardonica ma non ancora morta, finché c’è un respiro ci può essere un sintetizzatore che pulsa. “Gaslight” è un grande ballo dark, una speranza di vedere qualcosa oltre le tracce che abbiamo lasciato indietro, un ballare sul vento di fallout, una bellezza disperata e senza tempo, una dolcezza che strappa le lacrime e le fa diventare bellissimi cristalli.
Questo è un disco che si può ballare, amare e far vivere nella nostra testa, uno dei prodotti migliori del bellissimo catalogo Icy Cold Records, una delle migliori referenze per la musica dark, dalla new wave al dark, dal post punk alla darkwave. I The Black Veils sono tenebre nella luce, e luce nelle tenebre, la troppa luce abbaglia, il troppo buio acceca.
BELL WITCH & AERIAL RUIN
“Stygian bough: Volume II” su Profund Lore Records è la seconda testimonianza sonora della collaborazione fra i Bell Witch e il solista Aerial Ruin al secolo Erick Moggridge già negli Epidemic e negli Old Grandad che facevano altri generi rispetto a cosa ci troviamo di fronte ora. Il secondo volume della collaborazione fra queste due entità sonore sviluppa un qualcosa di ancora più funereo e profondo rispetto al primo disco del 2020 “Stygian bough : Volume I” che era una discesa lenta e fredda nel regno dell’oscurità.
Questo secondo lavoro perfeziona e porta ancora più avanti il tutto, ed è destinato ad essere una pietra miliare, anzi meglio una lapide funeraria, nel campo del funeral doom e del death doom. I Bell Witch sono uno dei maggiori gruppi in campo funeral doom e death doom, hanno fatto dischi di un’importanza enorme per i generi sopraccitati, hanno un suono molto particolare, e stanno compiendo un percorso artistico unico ed in continua evoluzione. Aerial Ruin è un musicsta e cantante che si è formato ed ha operato in campo death metal, per poi mettersi in proprio e fare una carriera solista molto particolare e speciale.
Il risultato dell’incontro fra queste due spiritualità musicali è speciale, i suoni dei Bell Witch incontrano il canto di Aerial Ruin e viceversa, per un funeral doom molto death doom, gotico, imponente e che scatena emozioni fortissime, sviluppandosi in quattro canzoni di lunga durata, quattro scorci di altre dimensioni nelle quali possiamo entrare e transitare solo con la musica. “Stygian bough: Volume II” è un piccolo capolavoro di un modo di vedere la musica ma soprattutto di vivere e concepire la vita tenendo conto della nostra finitezza, e il rapporto con le cose e gli spiriti che ci stanno attorno.
Come spesso succede con dischi come questo il parlare della morte e degli spiriti è invece, un discorso su ciò che spinge avanti la vita, ovvero l’amore e la consapevolezza che non siamo soli, dalle lacrime nasce la rinascita, in un ciclo continuo che va ben oltre i nostri ego. Musica per emozionare ed emozionarsi, seconda puntata di una grande collaborazione che speriamo continui.










