Il Culo di Mario – Oppalai

Il Culo di Mario – Oppalai

Secondo Full-lenght della band, sfrenatamente misurabile con un mix di generi completamente grati a orecchie assetate.

Non sono tante, oggigiorno le combinazioni che vincono un posto al sole, di vita breve e intensa. Francesco Roggero e Alessandro Mannucci si incontrano ( probabilmente ad un apericena ) e battezzano il loro connubio Artistico. E a tutto tondo. Esteticamente i They Might be Giants li assomigliano anche, ma la poesia, l’attitudine è un po’ più intensa. Patafisica, dissacratoria, melodica e colta. Citazioni liriche corrono in una prateria che dissimula echi di Battiato ( quello figo e sperimentale ) , Vasco ( per i riff di chitarra ) e Cochi+Renato. Sembra che per quanto l’avventura sia durata qualche anno Il culo di Mario lascia un segno generazionale: la storia si ripete e ciclicamente il vecchio viene superato dal nuovo.

Il disco si apre con una bella strizzata d’occhio all’ Italo disco 80 grazie ai synth non proprio Rigueira, ma simil. L’impronta degli SmithS incalza con Rogoredo Dreaming. Malpensa 2000 ha del Bruno Bellissimo e il funky-calipso ci fa chiedere dove si trova lo psy-fi che fa gracchiare di più voce e chitarra .. Appunto con la perla del disco. Non solo per il video ( Tutti i video sono dei gioiellini ) ma per l’eccitazione che segna la progressione tra strofe e refrain .

Ho sposato un vincente scivola nella, finalmente, demenza più lirica: ecco i pere Ubu che riecheggiano selvaggi, facendoci ballare nudi sotto la doccia. Fin qua tutto bene, e non perchè c’è un fiasco a seguire.. ma tutto va anche meglio. Pensione fa proprio drizzare l’organo . Cori e riff , fanno entrare del sentimento , malinconico e sarcastico. quasi la ballad che si accosta ad apericena,questo puo’ solo significare che il disco funziona e anche bene. Saltiamo Franchino “straight edge”.. qualcuna la scoprirete anche voi durante l’ascolto senza le mie quisquiglie da critico amatoriale.

iL Piromane di Lundo , Stiamo Calmi un attimo e Pterodattili chiudono un avventurosa guida in macchina durante una giovane notte di primavera.

Tre traccie che fanno da pianeti transpersonali. Tre traccie in grado di far pensare all’universo Poliedrico che Mario ha tutto in culo.

ETICHETTA: Wannaboo

TRACKLIST

1 Stratega 2:29
2 Rogoredo dreamin’ 4:01
3 Malpensa 2000 2:14
4 Apericena 3:08
5 Ho sposato un vincente 3:22
6 Pensione 4:23
7 Franchino Alta Energia (La congiura) 2:43
8 Il piromane di Lundo 3:04
9 Stiamo calmi un attimo (feat. Simone Ferrari – Jules Not Jude) 2:58
10 Pterodattili 0:43

LINE-UP
Francesco voce – synth
Alessandro Chitarra
Chiodo Basso
Il Frocione Batteria

Enrico Mazzone
[email protected]

Della grigia Torino racconto solo i contorni che la nebbia permette di ancora vedere. Per questo motivo i miei disegni sono in bianco e graffite, con qualche sfumatura carica e qualche altra sbiadita.Frequento L'accademia albertina dove non mi viene permesso di frequentare il corso di incisione per saturazione posti per ben 3 anni ( su 7) Decido allora di prendere in mano la matita e scoprire le gioie e i dolori del tratteggio e del puntinato. A4, A3,70x50, 70x100,5x1,50 e 20 x 2 metri, alla ricerca di spazio per poter espletare i miei ricami mentali. Horror vacui ? No, mancanza di spazio vitale, effettivo, pratico, logistico, emotivo, affettivo e sociale, non chè espressivo.

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