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Recensione : Cordepazze – L’arte Della Fuga

Cinque anni di distanza ci separano da “I Re Quieti”, debutto dei Cordepazze (Alfonso Moscato, Michele Segretario, Vincenzo Lo Franco, Francesco Incandela) che ha permesso loro di finire dritti al Premio Tenco, suonare in tour con Paola Turci e partecipare alla compilation “La Leva Cantautorale Degli Anni Zero”. Ora, messi insieme otto nuovi pezzi, i quattro musicisti ritornano con il capitolo successivo, l'orecchiabile e accattivante L'Arte Della Fuga.

Cordepazze – L’arte Della Fuga

Si parte nel migliore di modi con la lieve amarezza (tra chitarra acustica, violino e batteria) dell’avvolgente Digos e con la piacevole contrapposizione, fra strofe compatte e ritornelli decisamente ariosi, di Ora Pro No.
Credi A Me, leggermente crepuscolare ma in lento crescere, accarezza con i suoi sottili strati sonori (violino, pianoforte, chitarre), lasciando spazio all’elettro pop sfrecciante de La Rivoluzione e alla malinconica riflessività de L’Arte Della Fuga.
Quello Che Vorrei prosegue su tempi lenti e atmosfere sofferte, mentre Svendimilano, più incalzante ma non meno amara, cede alle morbide decorazioni della conclusiva Gli Scienziati Americani.

L’Arte Della Fuga è un disco pop curato in ogni dettaglio che va via veloce su melodie sempre riuscite e parole mai fuori luogo. I Cordepazze ci regalano un secondo capitolo piacevole e accattivante. Se il pop è la vostra passione, questo disco è per voi.

Tracklist:
01. Digos
02. Ora Pro No
03. Credi A Me
04. La Rivoluzione
05. L’Arte Della Fuga
06. Quello Che Vorrei
07. Svendimilano
08. Gli Scienziati Americani

Line-up:
Alfonso Moscato
Michele Segretario
Vincenzo Lo Franco
Francesco Incandela

CORDEPAZZE – Facebook

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