Claudio Vergnani – Lovrecraft’s Innsmouth. Il Romanzo

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Claudio Vergnani – Lovrecraft’s Innsmouth. Il Romanzo

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Claudio Vergnani l’ho scoperto col racconto “Lovecraft’s Innsmouth”, primo volume della serie “Chtulhu Apocalypse” edita da Dunwich Edizioni: una serie di episodi scritti da diversi autori che hanno come ambientazione il mondo del re della paura metafisica Lovecraft, in un mondo in cui i suoi degeneri Grandi Antichi hanno deciso di risvegliarsi del tutto, e di combinarne delle belle…

Già avevo apprezzato lo stile forte di Vergnani, l’inciso narrativo che riusciva a dare al racconto, la formula magica di humor dissacrante e horror e azione. Il racconto in questione non terminava definitivamente e tutti noi lettori sapevamo, o almeno speravamo, che Claudio avrebbe partorito la sua creatura per intero, in maniera definita, totale, insomma il vero e proprio romanzo di cui “Lovecrat’s Innsmouth” era solo l’appendice iniziale, l’ibrido lovecraftiano nostrano che doveva crescere, venire a galla ancor più sostanzioso, raccapricciante, gustoso e disgustoso insieme…
Ed ecco che la creatura completa nasce e si forma nei nostri occhi col volume Lovecraft’s Innsmouth. Il romanzo, edito sempre da Dunwich Edizioni. Questa volta un bel tomo di libro, non solo in ebook come l’embrionico essere affascinante che gli dà il via, e quindi sicuramente già di per sé, secondo i miei gusti, di più seducente appeal. Un romanzo, un bel romanzo horror, di quell’horror come Vergnani sa fare, italico talento di genere quando per genere si intende qualcosa di nobile, di forte, dall’impronta caratterizzante degna dei migliori scrittori.
I libri devono sapersi far leggere, non devono stancarti, devono regalare atmosfere, creare un cortocircuito con la realtà, diffondere l’immaginifico. Lovecraft’s Innsmouth. Il romanzo lo fa. Non è roba da poco, anzi.
La miscela di horror, avventura e umorismo è qualcosa di esplosivo, un approccio quasi rivoluzionario e complicato allo scrivere, bisogna saperci fare, avere eleganza e doti naturali e studio strutturale.
Perciò gustatevi questa discesa negli inferi e nell’avventura dei due protagonisti, Claudio e Vergy, questi commilitoni d’armi ed esperienze soprannaturali, improvvisate guardie del corpo di un professore che decide di scandagliare cose che forse dovrebbero rimanere proibite, alle prese con misteri e creature che scaturiscono dall’immaginifico lovecraftiano ma che prendono pieghe nuove e inaspettate. Dirigetevi senza remore tra le pagine, vi assicuro che scorreranno veloci, tra colpi di scena, efferati riti arcaici, enigmi, smargiassate e tutta l’armamentario dell’azione pura e della battuta impudente.
Una lettura che disinnesca il genere innalzandolo.

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Alessandro Pedretta
[email protected]

Alessandro Pedretta, schiavo delle piramidi, scrittore suicida, ideatore e curatore di libri. Nel 2012 crea il collettivo di scrittori Nucleo Negazioni col quale pubblica con diverse case editrici (sempre e solo rigorosamente NOEAP) e inventa e dirige la fanzine “Negazioni”. Abbandona il gruppo. Viene inserito in innumerevoli e insopportabili antologie sia poetiche che di prosa. Si alimenta fin da giovanissimo di filosofie controculturali, di letteratura underground, di autori della beat generation e classici della scrittura del sottosuolo, poi spazia dal cyberpunk ai grandi classici russi, inframezzando la poesia di Ungaretti, Rimbaud, Campana, ai cut-up di William Burroughs, l’immaginario di Ballard e la disintegrazione sintattica di Céline. Adora gli spazi abbandonati, gli scenari post-industriali, le commistioni tra le rovine e i ruderi con le porzioni geometriche delle architetture urbane moderne, gli piace la musica hardcore, il jazz, gli anni di piombo, la storia delle droghe, l’anarchismo, gli estremismi, i fumetti, Pollock, le periferie. Entra nel vortice della scrittura e comincia a pubblicare libri: “questanonèpoesia” (Gli Occhi di Argo, 2012); “Conta fino a zero” (L’Argolibro, 2013); “Golgota souvenir” (Golena Edizioni, 2014); “Non chiedetemi il significato” (Edizioni La Gru, 2014); “Dio del cemento” (Mora Edizioni, 2016); “È solo controllo” (Edizioni Augh!, 2017) È ancora vivo.

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