Bodyfarm – Malevolence

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Bodyfarm – Malevolence

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Le “body farm” sono strutture, nate negli Stati Uniti, dove si studia la decomposizione dei corpi umani; stabilito, quindi, che il monicker scelto è attinente al genere proposto, anche dopo i primi ascolti la giovane band olandese si conquista a pieno titolo il diritto di essere accomunata ai grandi nomi della scena “orange”: Pestilence, Asphyx, Gorefest, Hail Of Bullets, trovano in questi quattro ragazzi, al loro esordio su lunga distanza, i propri degni eredi.

Il sound dei Bodyfarm non lascia molto spazio a sperimentazioni e particolari raffinatezze, si picchia duro dall’inizio alla fine ma i brani sono tutt’altro che in fotocopia: si passa, infatti, da assalti brutali e privi di compromessi (Iced, Charlatan Messiah) a episodi più rallentati e carichi di groove tutt’altro che privi di passaggi melodici, come nella magnifica a I Am The War o nella slayeriana Demons Of The Cross.
Chiaramente il trademark della band di Utrecht va ricercato in quel death old school che tanti proseliti sta facendo in questo periodo, spesso con risultati oltremodo soddisfacenti come accaduto nei recenti lavori dei Puteraeon e dei The Grotesquery (guarda caso tutti sotto l’egida dell’ottima Cyclone Empire).
E non è un caso se il vocalist di questi ultimi, il mitico Kam Lee, in pratica coverizzi se stesso prestando il suo growl a Cryptic Realms, brano dei Massacre posto in chiusura dell’album.
Come nel caso delle band appena citate, non si può fare a meno di lodare la genuina passione che spinge i Bodyfarm a riproporre un sound che, sebbene abbia avuto origine più di vent’anni orsono, appare tutt’altro che sorpassato.
Promossi a pieni voti.

Tracklist :
1. Trapped (intro)
2. The Butcher
3. Iced
4. Sleep Terror
5. Demons of the Cross
6. Charlatan Messiah
7. Tombstone Crusher
8. Malevolence
9. I Am the War
10. Cryptic Realms

Line-up :
Mathieu Westerveld – Bass
Quint Meerbeek – Drums
Bram Hilhorst – Guitars
Thomas Wouters – Vocals, guitars

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Tags:
Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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