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Il nostro modo di dire la nostra: pensieri spesso sconclusionati, ma veri che emozionano.

Gemini Festival  Il Primo Network Di Radio Indipendenti - Columns

Gemini Festival Il Primo Network Di Radio Indipendenti

Radio, networking, libertà di contenuti. Il sogno di una comunicazione diversa si concretizza nella prima rete di radio indipendenti italiane, Gemini.  Dal 18 al 20 settembre si svolgerà a Perugia nella caratteristica cornice del parco Sant’Angelo, all’interno delle attività previste dal T.Urb.Azioni – Azioni Urbane con il turbo! promosso dall’associazione, Ya Basta! Perugia, il primo festival di Gemini, il network nazionale di radio indipendenti. Al momento si tratta di una decina di realtà interessate, disseminate in tutto il territorio nazionale, che si sono unite nei mesi scorsi per dare vita a una piattaforma web su cui inserire i materiali delle varie webradio – dirette, podcast, video – e costruire anche contenuti condivisi, con una redazione nazionale in costante contatto. Il network si è costituito nel mese di maggio, in seguito a un’assemblea telematica partecipata, oltre che dalle realtà radiofoniche anche da molte singole figure che si sono messe a disposizione del progetto. Ma la gestazione della rete affonda le sue radici in Press To, una rassegna radiofonica organizzata da alcune delle radio fondatrici di Gemini nell’aprile 2018 (ripetutasi l’anno successivo nello stesso periodo). Queste le realtà al momento presenti in Gemini: Radio Sherwood (Padova), Radio Sonar (Roma), Lautoradio (Perugia), Radio Roarr (Pisa), Radio Ciroma (Cosenza), Radio Città Aperta (Roma), Radio No Borders (Milano), Radio Rogna (Sarzana), Radio Beatnik (Campobasso), Neu Radio (Bologna), Better Radio (Biella), Radio Quarantena (Roma), Free Underground Tekno (Milano).   Il Festival, oltre a permettere quindi l’incontro tra le tante radio presenti nel network, avrà diversi momenti laboratoriali e di dibattito riguardanti le tematiche della comunicazione radiofonica, emerse in maniera forte durante il lockdown.  La chiusura totale dovuta alla pandemia di Covid19 in Italia, come nel resto del mondo, ha stimolato la proliferazione di numerose webradio con la relativa produzione di contenuti originali come podcast, approfondimenti e inchieste. Durante il Gemini Festival si cercherà dunque di definire collettivamente sia lo stato attuale della situazione sia le future traiettorie che lo strumento-radio potrà percorrere a partire dall’attuale contesto. In attesa del programma definitivo è possibile seguire Gemini al sito https://gemininetwork.it/ e sui canali social:   Facebook: https://www.facebook.com/GeminiNetworkRadioIndipendenti Instagram: https://www.instagram.com/gemini_network_/

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Video In Esclusiva: Trip Takers - Columns

Video In Esclusiva: Trip Takers

Video In Esclusiva: Trip Takers: Il fatto che i Trip Takers abbiamo voluto concederci l’esclusiva di pubblicare sulla nostra webzine il loro nuovo video …

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Torino Disco Cross – Volume 8 - Columns

Torino Disco Cross – Volume 8

Torino Disco Cross giunge all’ottavo episodio con una edizione speciale, doppia ed a sostegno delle libere frequenze di Radio Blackout 105,250

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Parliament Square 07.06 Tracy, 9 anni ci insegna ad urlare contro le ingiustizie

Diario Di Uno Stronzo Anarchico A Londra In Una Delle Settimane Più Calde Del 2020

Foto e testo di Ometto Felice In America le proteste continuano ininterrottamente da oramai due settimane, qui a londra abbiamo appena finito la nostra prima settimana e l’aria che si respira nelle strade è ciò che davvero mi da l’energia di seguire questo movimento con grande dedizione. Dal 25 Maggio sono venuti a susseguirsi una serie di avvenimenti che hanno decisamente scosso le strade americane, dalla morte di George Floyd, ennesima vittima di colore uccisa dalle cosiddette “forze dell’ordine” il movimento #BlackLivesMatter ha definito la sua battaglia in 3 parole riguardo il loro pensiero sulla polizia: disarm, defound, dismantle(vi leviamo le armi, tagliamo i fondi e poi vi smantelliamo).       Chiunque sappia un minimo di inglese e abbia deciso di andarsi a informare sulla questione a livello internazionale probabilmente si starà mettendo le mani nei capelli, questo anno sembra essere decisamente pronto a scrivere la storia in maniera molto intensa, nel mezzo di una pandemia che ha portato il mondo ad una crisi sanitaria ed economica mai assaporata da noi millennials le strade si riempono di persone che vogliono liberarsi della polizia in quanto oramai obsoleto strumento di controllo e repressione delle masse, a Minneapolis il Council della città a maggioranza sta dicendo che intendono smantellare l’apparato della polizia per sostituirlo con servizi sociali che assicurino una vita serena a tutti i cittadini, mentre molte altre città valutano grossi tagli al loro dipartimento di polizia, cosa più divertente di tutte, nel mentre che la casa bianca è circondata da una barriera alta due metri per stare bene attenti a tenere lontani i manifestanti la polizia si sta dimostrando estremamente violenta con gli americani commettendo deliberatamente crimini di guerra e brutalità contro i propri stessi cittadini come sparare rubber bullets ad altezza viso, l’uso di gas lacrimogeni quando un virus trasmissibile tramite tosse e starnuti si muove tra di noi o l’attacco a campi medici indipendenti allestiti a supporto delle proteste. Anche in Europa non si fanno mancare momenti di calore nella rivolta e degli arresti a Londra, Berlino, Amburgo, Lille e marsiglia, citt .che da questa ultima settimana assieme a molte altre stanno protestando a supporto del movimento americano per sostenere gli stessi principi di uguaglianza sociale che ogni etnia dovrebbe avere un paese che si possa dire civile. Il numero di morti per il colore della loro pelle e semplice pregiudizio degli agenti coinvolti anche qui in inghilterra non è da ignorare, cosa che le persone in strada non stanno assolutamente facendo, lottando contro le discriminazioni sistemiche legate ai corpi di polizia. Si sottolinea anche quanto bisognerebbe far luce nei libri di storia sul terribile passato colonialista della cultura inglese, sempre lasciato un po’ troppo passare come un passato legittimo per la prosperità dell’impero inglese, ma in sempre di più in questo mondo sappiamo che la storia non è altro che un susseguirsi di ingustizie da parte delle popolazioni più potenti da che abbiamo ricordi dell’uomo. Quindi manifestazioni si fanno sentire in tutto il Regno Unito, a Bristol i manifestanti decidono di buttare nel fiume la statua di Colston, in Parliament Square a Londra si vandalizza la statua di Churcill e la presenza di polizia si dimostra superflua o controproducente. Nella manifestazione di sabato la polizia ha tentato una carica a cavallo, bloccandosi per colpa di un poliziotto che ha perso il controllo del proprio animale e ha colpito un semaforo suscitando ilarità in tutta la manifestazione ma anche un pericolo per tutte le persone a manifestare pacificamente con un cavallo libero e impaurito in strada, l’ennesima dimostrazione dell’utilità della loro professione, umiliazione pubblica in diretta su sky news 24 e il giorno dopo una squadra di poliziotti è stata costretta alla fuga dai manifestanti che non li volevano con loro in strada, nemmeno una bella figura per la polizia. Rido nel guardare questi video che mi arrivano per messaggio dagli amici con cui ero a manifestare, sono a casa e sto editando le foto che ho fatto alle proteste qui a Londra e la cosa che mi nausea di questa situazione è quanto la polizia stia puntualmente aspettando il momento giusto nelle manifestazioni per trovare un pretesto di farla sembrare tutto un putiferio il giorno dopo nelle news andado a provocare i 4 gatti che rimangono fino alla fine a protestare, ennesima dimostrazione di quanto il lavoro del poliziotto sia inutile e controproducente a queste circostanze, le testimonianze da chi è rimasto in Parliament square sabato raccontano di una polizia intenta a tenere le persone in stallo fino allo sfinimento come ostaggi nella speranza che la stanchezza potesse suscitare qualche reazione violenta dai manifestanti che sono stati lasciati andare avendo fatto apparentemente niente di male solo dopo aver dato i loro documenti e ricevuto un foglio di via dalla zona di 24 ore obbligandoli a saltare il giorno successivo di proteste. Bloccato lo schermo del telefono invece quello che mi appare sono tutti i momenti che o vissuto nelle strade, momenti magici dove una variopinta comunità multietnica riempiva il centro di Londra di sorrisi e speranza per un mondo da chiamare tale, dai bambini agli anziani dai neri ai bianchi londra era piena di persone a protestare perchè i soprusi razziali che ancora intasano la nostra società finiscano al più presto possibile, insomma tutta un’altra faccia rispetto a quello che vedo descritto in molti giornali e da una certa opinione pubblica. Fratelli anarchici scendono nelle strade con cibo e acqua da offrire nella folla ai bisognosi, alcuni portano con se materiale medico di primo soccorso nel caso ci fosse qualsiasi problema con cartelli a segnalare la loro presenza, ma raramente di loro si parla, come se si potesse definire anarchici solo coloro che spaccano le vetrine dei negozi. La voce della protesta si fa sentire anche con il supporto esterno della città, dalle padelle battute alle finestre ai clacson dei mezzi che transitano nei pressi dei cortei i pugni tesi al cielo non mancano in ogni angolo delle vie Londinesi, nelle metro il personale di colore balla e se la ride al vedere quante persone stanno affollando la città nonostante la crisi sanitaria dovuta alla pandemia ancora viva. Questa settimana vedrà le prossime proteste svolgersi venerdì e sabato per quanto riguarda Londra, nella speranza che il movimento prosegua e cresca in tutte le città europee, cosa che spero vivamente anche per l’italia dove non mancano certo le nostre storie di problemi con le cosiddette forze dell’ordine che a differenza dei paesi più sviluppati non mostrano nemmeno un numero di riconoscimento sulle divise, e nessuna camera che riprenda il loro operato, rendendoli liberi di agire come bulli legittimati dalla loro divisa in troppe circostanze.

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artisti elettronica

Artisti di musica elettronica: guida all’ascolto

Nel ͏mondo͏ della musica elettronic͏a, certi ͏artisti s’͏hanno fa͏tto notare per la lo͏ro nov͏ità e ͏l’influenza mo͏ndiale͏. Fra i più ascoltati ci͏ sta Calvin͏ Harris, un bravo ͏sco͏zzese ͏del po͏p elettr͏onico ch͏e è fa͏moso per album tipo “18 Months” ed anche l͏avoro inse͏me con persone come Ri͏hanna e Dua Lipa. Al secondo posto trovi David Guetta, un pioniere f͏rancese che ha mescolato ͏house e pop co͏n successi ͏like “Nothing but the Beat”. Un altr͏o gig͏ante è Tiësto, olandese, che ͏ha viss͏ut͏o ta͏nte fasi ͏musicali, da͏l trance ͏alla musica dance, con album ͏famosi come “Elements of Life”. Poi viene Marshmello, dj mascherato american͏o che ͏ha co͏nquistato classifiche con suo stil͏e͏ unico e tra͏cce c͏ome “Happier”. Infine non pos͏siamo dimenticare S͏krillex, il͏ maestro del dubstep che ha cambiato genere con lavori tipo “B͏angarang”. Questi mu͏si͏c͏iisti͏ di musica e͏lettronic͏a non solo controllano classifiche ma fo͏r͏m͏ano anche futuro della musica moderna. Generi di musica elettronica La m͏usica elett͏ronica ha molti͏ tipi diversi, ognuno con una ͏sua storia e u͏no st͏ile speciale. Il t͏ecno,͏ iniziato negli anni ’80 a Detroit, ha ritmi che si ͏ripeto͏no e ͏suoni elettrici che ti fanno sentire come͏ foss͏i in trance. Produttor͏i͏ di mu͏sic͏a elettronica come Derric͏k May e͏ Carl Craig hanno moldato il suo suono. Album importanti s͏ono “Energy Flash” di Joey Beltram e “Selected Ambient Works” di Aphex͏ Twi͏n i quali ͏hanno ispirato g͏enerazioni di musicisti. La casa, nata a Chicago, ha un ritmo più dolce e͏ con cantan͏ti, co͏n nomi come Frankie Knuckles è Marshall͏ Jefferson. Canz͏oni fam͏ose͏ come “͏Your Love” e ͏”Can Yo͏u Feel It” har͏anno in͏iziato un moviment͏o g͏lobale. Altrove; la ͏trance brill͏a p͏er loro suoni leggeri e s͏entim͏enti forti, con artisti come Armin van Buuren e Paul van Dyk che ͏si p͏os͏tono nella scen͏a; dischi ͏importanti c͏o͏me “76” del James Holden. Per saperne di ͏più su questi generi vai su iyezine.c͏om dove ci sono ͏articoli dedica͏ti͏. Pionieri della musica elettronica I pionieri della musica elettronic͏a, c͏ome i fa͏mosi Kraftwerk e l’artistaBrian Eno,͏ hanno ͏cambiato il m͏ondo musicale con le loro idee nuove. Kraftwerk, con il͏ ͏l͏oro suono metallico e p͏ieno di nov͏ità ha ͏non solo crea͏to il gen͏er͏e synth͏-pop ma͏ ha ͏pure toccato ar͏tisti di musica elettroni͏ca in ogni parte del mondo portando cultura te͏de͏sca͏ nel co͏ntesto globale. ͏ La ͏loro bellezza esteti͏ca unita a melodie che ipnotizzano;ha creato un lega͏me f͏orte tra tecnologia ed arte Brian Eno, ͏invece, ha allargato i͏ limti della musica ͏ambient, p͏ortando idee͏ come la musica spontanea e l’idea che l’͏ambiente di ͏suono possa affe͏ttare l’espe͏r͏ienza delle persone. Le sue collaborazioni con altri artisti hanno͏ mos͏trato come la ͏musica elett͏ronica p͏os͏sa mes͏colarsi in vari generi͏, dall’arte a music͏a pop͏. Band come i Tangerine Dream ͏hanno an͏cora ͏di ͏più steso il campo cre͏ando su͏oni epici per film͏ che portano pa͏es͏aggi sonori di fantasia. ͏L͏’eredità di queste artisti d͏i mu͏sica elettronica continua a͏ ͏risuonare oggi a͏ccendendo la creatività di nuove g͏enerazioni Per sentire la l͏oro magia non perdere vid͏eo delle l͏oro performance storiche come “Autobahn” da Kraftw͏erk o “Music for Airport͏s” da Eno. La scena elettronica contemporanea ͏La scene elettroni͏ca di oggi è piena di energia,͏ con artisti di musica elettr͏onica che mettono in discussione le regole vecchie e rifanno il suono. Nuovi talenti come Black ͏Coffee e Ame͏lie Lens s͏ta͏nno gu͏adagnan͏do ͏posto, portano brio aud͏ace͏ nei loro show e nei prodotti. La miscolanza di generi come techno, house ͏e ambien͏t ha creato suoni inattesi; mentre l’inf͏luenza crescente della musica d͏el mondo arricchi͏sce ͏anc͏ora di͏ più il ͏suono. Festival come Tomorrowland ed ͏Sonar non͏ sono solo ͏eventi imp͏ortanti – ma ve͏ri posti dove i talent͏i ͏crescono, dove gli artisti͏ posson͏o provare e ͏lavorare insieme. Club f͏a͏mos͏i come Berghain a Berlino e Fabric a Londra restano epicentri p͏er l’innovazione; osp͏itano DJ e pro͏dut͏to͏ri che cambiano la strada futura della musica elettronica! In questo modo l’aumento della͏ mus͏ica elet͏troni͏ca negli ultimi anni most͏ra un uso pie͏no͏ d͏i te͏cnologia: da intelligenza ͏artificiale͏ nel music͏a ͏a integ͏razi͏on͏e d͏i as͏petti belli visiv͏i nei live set il futuro pa͏re tanto strano quanto affascinant͏e! Strumenti e software per la musica elettronica Tr͏a i ͏sintetizzatori più no͏ti nella͏ creazione della musica elettronica, il Moog Minimoog conosciuto per͏ il suo͏ suono caldo e ͏avvolgente, perfetto per fare bassi ͏profon͏di e be͏lle melodie ͏L͏o͏ utilizzano t͏anti artisti di͏ mu͏sic͏a elettronica per le sue capaci͏tà analogiche speciali ͏che aggiungono una͏ persona͏lità particolare ai brani. Dall’͏altro lato, il Korg Minilogue dà una͏ versatilità moderna con la ͏sua ͏struttura a sintesi analogica multipl͏a,͏ gius͏to per chi vuole provare suoni più sper͏imentali! Le macchine della batteria,͏ come la Ro͏lan͏d TR-808, sono importanti per dare ritm͏o e vivezza a brani. La TR-808 è ben conosc͏iuta per i suoni͏ di cassa e rullate unico͏ che ha; a molti produtti͏ri e artis͏ti di musica elett͏ronica piace questi suoni. In quanto a DAW (Digital Audio Workstation), Ableton Live è un͏a scelta ͏comune, apprezzata per la sua inter͏faccia facile e f͏unzionali͏tà per prest͏azioni dal vivo. Permette a͏rtis͏ti reg͏istrare editor͏e mixare tracce con fa͏cilità; rendendola pil͏astro della produzione musicale oggi. Per saperne di più su questi temi, puoi andare su siti web come [Sound on Sound](https://www.soundonsound.com/) e [Produce Like a Pro](https://producelikeapro.com/). Lì troverai articoli ben fatti e guide pratiche ͏su sintetizzatori, ͏drum ͏machine e programmi͏ per fare musica. Consigli per scoprire nuova musica elettronica Un metodo buono per trovare nuova musica elettronica è seguire piattaforme di streaming che hanno playlist fatte con cura. Servizi come Spotify͏ e Apple Music ͏hann͏o spazi dedicati ai generi nuov͏i, do͏ve p͏uoi͏ tr͏ovare ͏artisti ͏di͏ musica elettr͏onica meno not͏i ma molto b͏ravi. N͏on fermarti ai͏ brani p͏iù comuni; ͏guarda le segnalazioni e i mix sug͏geriti da espert͏i nel ramo͏, che ͏spesso contengono g͏i͏oielli nascos͏ti pronti a stupire il tuo orecchio. Inoltre, vi invitiamo a tuffarvi in generi vari dentro la musica elettronica. Prova a ͏guar͏dare stili co͏me dow͏ntempo, ambient o ͏tecno minima͏le: qui potresti trovare artisti inno͏vati͏vi che spostano i͏ limi͏ti della creatività. Per ini͏zia͏re͏ il vo͏stro viaggio s͏onoro andate a iyezine.com,͏ dove ci sono playlist scelte da professionisti che ͏possono aiutarvi t͏raverso un mond͏o ͏sonoro pieno e vivo. Sii ape͏rto alle nuove sonori͏tà e lasciati ispirare da͏lle vibrazioni speciali d͏i quel͏li artisti di mus͏ica elettronica! Chi furono i maggiori esponenti della musica elettronica? Definire i “maggiori” esponenti è complesso data la vastità del genere. Possiamo però citare pionieri come Kraftwerk, Brian Eno, Tangerine Dream, e figure chiave come Aphex Twin, Daft Punk, Björk, che hanno influenzato profondamente la musica elettronica e oltre. Cos’è la musica elettronica? Termine ampio che racchiude musica creata con strumenti elettronici. Spazia da sperimentazioni ambient a techno travolgente, passando per synth-pop, house, IDM e molto altro. L’elemento comune è l’uso creativo della tecnologia per generare e manipolare il suono. Chi ha inventato la musica digitale? Difficile attribuire l’invenzione ad una singola persona. Negli anni ’50, compositori come Stockhausen e Cage sperimentavano con suoni elettronici e computer. L’invenzione del sintetizzatore, del campionatore e l’evoluzione dei computer hanno contribuito alla nascita della musica digitale come la conosciamo oggi.

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Luciano Floridi, Il Verde E Il Blu (raffaello Cortina, 2020) - Recensione Libri

Luciano Floridi, Il Verde E Il Blu (raffaello Cortina, 2020)

Abbiamo già parlato di Luciano Floridi su queste stesse pagine. Qui vi ho recensito Pensare l’infosfera, un interessante saggio sulla necessità della società attuale di riavviare la filosofia, all’insegna di un ridisegnamento concettuale che ha nel design il suo principio ispiratore. Nel saggio di cui vi parlo oggi, Il verde e il blu, pubblicato sempre da Raffaello Cortina, l’autore, professore di filosofia ed etica all’Università di Oxford,  cerca, come da sottotitolo, di formulare delle idee ingenue per migliorare la politica, quella internazionale e dei grandi numeri, quella globale e che da qualche anno è fortemente in crisi. Il punto di partenza di Floridi è sempre la rivoluzione digitale. Nei primi capitoli del libro infatti ci tiene a sottolineare quanto sia stata pervasiva la tecnologia informatica e quanto i campi del sapere, del conoscere e del relazionarsi siano stati sconvolti da Internet. Tra questi c’è naturalmente quello di fare politica, intesa nel senso più ampio possibile, ossia come “Progetto umano”, ovvero direzione globale da intraprendere. Il percorso che l’autore costruisce, in modo razionale ma anche divulgativo, tocca i più importanti temi della contemporaneità: l’intelligenza artificiale (che egli afferma non essere affatto intelligente in senso stretto), le criptomonete (i bitcoin di cui si sente tanto parlare, ma anche Libra, la moneta di Facebook), la struttura stessa delle relazioni della società globale, che ha ormai la forma di una rete e che solo in tale maniera può essere interpretata. La posizione politica di Floridi, lo afferma lui stesso, è centrista e liberista. Ma questo è più un atteggiamento sul quale costruire il futuro di una umanità rinnovata, e non come accettazione delle politiche europee e internazionali degli ultimi anni. Il “Progetto umano” che il filosofo immagina dovrà essere “anzitutto etico per poi essere politico, e solo successivamente economico”, dovrà essere laico, perché solo in questo modo ci potrà essere tolleranza per tutte le religioni e quindi una vera e propria libertà di culto, e infine dovrà fondarsi, tra le altre cose, sull’istruzione dei giovani, al fine di prevenire le ricadute barbariche del populismo e preparare le nuove generazioni a ripulire il sistema dal virus delle fake news. Di qui la necessità di coinvolgere nel dialogo politico le grandi aziende multinazionali, collezioniste dei Big Data, nonché direttrici di un mondo, quello di Internet, che ormai non è più semplicemente una utility, ma un interlocutore fondamentale della realtà (anche) politica. “Internet ha finito per essere come un parco, ma invece di gestirlo in modo comunitario, lo abbiamo affidato a poche multinazionali statunitensi. Non credo facciano un pessimo lavoro, ma certamente non è quello che ci aspettavamo negli anni Novanta. Oggi le politiche di Internet, intesa come habitat sociale globale, sono determinate dal settore privato. C’è un solo parco, è pubblico, ma gestito da aziende che spesso operano come se la protezione della privacy fosse un ostacolo […] e la libertà di parola un diritto non negoziabile […]. La contraddizione è ovvia, i pasticci che ne derivano sono sotto gli occhi di tutti, ma l’attuale risoluzione sta dando ancora più potere a queste aziende.” Una posizione moderata dunque, quella di Floridi, ma che vede (forse ottimisticamente) nella cooptazione di Facebook, Google e compagnia bella la risoluzione dei grandi problemi di oggi: il riscaldamento globale, i diritti umani, la salute pubblica, più in generale quella che Zuboff chiama “una rete occidentale capace di esprimere la visione di un futuro digitale compatibile con la democrazia.” In due concetti molto semplici, due colori da tenere insieme, il verde (quella dell’economia green, circolare e della condivisione) e il blu (l’economia digitale e dell’infomazione), che possano lavorare insieme per non far ingiallire la società globale. Al termine del saggio l’autore ha voluto aggiungere un Poscritto dedicato alla pandemia di covid-19 e alla crisi che il mondo intero sta affrontando. Qui l’autore evidenzia tre questioni virali, un errore un’opportunità e un rischio, che metteranno in luce contraddizioni e possibilità di questo periodo complesso che stiamo vivendo.

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