Punk Rock, HC etc. nella Terra di Ergoğan

Punk Rock, HC etc. nella Terra di Ergoğan 3 - fanzine

Punk Rock, HC etc. nella Terra di Ergoğan

Punk Rock, HC etc. nella Terra di Ergoğan 6 - fanzine di Tore Bgiof

Siete mai stati in Turchia? E’ piuttosto grande, paragonata ad altri Paesi, ci sono 81 città e un marasma di gente (sugli 80 milioni) ma, tuttavia, possiamo suonare solo in 5-6 città. E’ proprio un peccato, no? Ci sono un sacco di metallari etc qui, ma per qualche ragione la gente non si interessa al punk.

Ed è davvero sorprendente perché credo che lo staus quo e l’ambiente siano proprio adatti perché la gente si identifichi nei testi e nell’energia del punk rock e dell’hardcore. Ma chi sono io per dirlo? Però, davvero, sono piuttosto sorpreso che non ci siano molti gruppi punk o gente interessata al circuito punk/HC. Perché abbiamo tutto, qui!

Abbiamo i fascisti (chiaro, il nostro amato Sultano e il suo esercito di idioti), abbiamo gli sbirri che tormentano chiunque non sia come loro, abbiamo le prigioni piene di giornalisti e “criminali politici”, abbiamo minchioni religiosi estremamente violenti, abbiamo i colpi di Stato, abbiamo le elezioni truccate (beh, tutte le elezioni del mondo sono truccate dall’inizio, ma sapete…) a volte abbiamo le bombe nelle strade, abbiamo l’odio verso le minoranze, abbiamo l’economia derelitta, abbiamo la costante distruzione delle aree verdi, abbiamo la gente ANCORA abbastanza narcotizzata da rimanere passiva e non fare altro che aspettare, abbiamo l’inflazione, abbiamo le tasse che aumentano, abbiamo…

Ok, devo fermarmi perché non penso di avere l’energia per spiegare e scrivere tutto schifo che va avanti qui e so che voi non avete tempo sufficiente per leggere di tutta la roba che succede qui. In effetti, volevo parlarvi della scena punk/HC e il movimento controculturale in Turchia, ma mi sono fatto prendere la mano, come sempre, dal mio odio per questo posto. Chiedo scusa.

Scusate per non essermi presentato prima: sono Toprak, suono e canto un in gruppo punk veloce e melodico chiamato Padme, da Istanbul e sono parte di un’etichetta indipendente chiamata Mevzu Records. E, come dicevo prima, anche se é un Paese piuttosto grande, abbiamo solo una manciata di città dove possiamo suonare: Istanbul (chiaro, la maggior parte delle band turche vengono da qui), Ankara, Izmir, Eksisehir e occasionalmente vedo che ci sono concerti a Bursa, ma non abbiamo mai suonato lì.

Presumo che la scena sia nata qui a Istanbul a metà degli anni 80, con appena qualche gruppo. È diventata sempre più grande fino alla fine del decennio del 2000 e, come ovunque nel mondo, poi ha perso attrattiva e popolarità. Però, a partire da metà anni 2010, sono spuntati un sacco di gruppi e sembra che la scena stia crescendo di nuovo.

Con i Padme, abbiamo cominciato a suonare nel 2015, già prima andavamo ai concerti ma ora vedo più gente (soprattutto tra i più giovano) che viene ai concerti, che si fanno sempre più affollati. E sui social media etc vedo che stanno nascendo nuove band. E questo mi rende molto felice! Perché sapete, è sempre bello conoscere qualcuno nuovo con cui menarsela e ubriacarsi alle 3 di notte. Sentiamo di non essere soli e questo ci incoraggia a scrivere nuovo materiale da cantare con nuovi amici. Ci si sente a casa ai concerti. E sono orgoglioso di tutti quelli che portano i loro sederi pigri (incluso me) qui per vedere qualcuno che esprime, gridando, quello che ha nel cuore. Perché sapete, la tecnologia oggi ci separa ma ai concerti non sento questa separazione.

Con la Mezvu Records, abbiamo cercato di fare una compilation che include molte banda dagli albori della scena fino al 2020. Potete dargli un’occhiata qui:

I (1987-2001): https://mevzurecords.bandcamp.com/album/zamans-z-zerk-timeless-infusion-i-buzul-a-mr037
II (2002-2008): https://mevzurecords.bandcamp.com/album/zamans-z-zerk-timeless-infusion-ii-kaba-ta-devri-mr037
III (2008-2014): https://mevzurecords.bandcamp.com/album/zamans-z-zerk-timeless-infusion-iii-yontma-ta-devri-mr037
IV (2014-2020): https://mevzurecords.bandcamp.com/album/zamans-z-zerk-timeless-infusion-iv-cilal-ta-devri-mr037

 

Mi piacerebbe un sacco dire qualcosa su un crescente interesse per il veganismo nella scena, ma purtroppo non ci sono molti vegani. Non capisco proprio il perché, tuttavia. Voglio dire: non è chiaro che quello che gli animali umani stanno facendo agli animali non umani è la stessa cosa che il regime sta facendo a noi? Vorrei che ci fosse più gente che “riconosce una forma di oppressione e quindi riconosce tutte le altre”.

La vita è troppo breve per accorciare quella degli altri. Tutti hanno i loro pro e contro ma nessun tipo di uccisione dovrebbe essere accettabile, soprattutto in una scena piena di antifascisti, anti-fobici e antiautoritari (il traduttore, vegano, applaude NdT).

Per quanto riguarda il movimento antifa in Turchia, mi pare che stiamo divento ogni giorno più passivi, siamo come rane immerse in un’acqua che bolle lentamente.

Come forse saprete, viviamo in un regno di neo-sultanato con un sacco di roba che sta succedendo in Kurdistan e altrove in Turchia, ma peggiora di giorno in giorno. Sta diventando più difficile esprimersi o protestare senza un’altissima probabilità di essere buttati in carcere o licenziati dal lavoro etc. Quindi dobbiamo agire con cautela. Non possiamo fare niente all’aperto ma riusciamo a organizzare concerti benefit per alcune cause e tentiamo di raggiungere più gente possibile. La maggior parte della gente è legittimamente terrorizzata e si sente repressa.

Perché è davvero facile essere etichettati terroristi qui, sapete. Non abbiamo il privilegio di poterci difendere quando vogliamo. Ma sono sicuro che un giorno questo cambierà. Perché, guardandomi in giro, vedo facce esauste con le fronti aggrottate, ma con il desiderio del cambiamento negli occhi e questo lo alimenta anche in me.

So che non mi accontenterò di qualunque cosa succeda.

Perché il giorno arriverà, prima o poi e lo sappiamo.

E anche loro lo sanno. E noi saremo qui, ad aspettarlo.


The Fine Line Between Being Conscious and Self Harm di Padme

I ragazzi picchiano come dannati, qualcosa dell HC californiano, Black Flag e No Use for a Name, tanto disagio in una nazione che il disagio non lo considera. Un ottimo HC impegnato registrazione ottima, una bella band da chimare in italia per qualche festival magari la prossima estate cosa ne dite?
Pogo e delirio assicurato. Tanta attidutine antifa che a noi di iye piace molto.
Bravi continuate così!!!

 

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1 Comment
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    Fabio
    Posted at 13:13h, 07 Luglio Rispondi

    Turchia e Iran sempre più vicine nei lati negativi. Ma anche l’europea Ungheria non scherza proprio.

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