Black Capricorn – Born Under The Capricorn

Black Capricorn - Born Under The Capricorn 1 - fanzine

Black Capricorn – Born Under The Capricorn

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Con i cagliaritani Black Capricorn il doom tricolore trova un’altra grande band, in grado di combattere ad armi pari con i magnifici Doomraiser.

Born Under The Capricorn è un disco dall’intensità sorprendente, nel quale oscurità, esoterismo, sonorità limacciose e incursioni psichedeliche si mescolano creando una perfetta alchimia.
Il trittico iniziale, accomunato dalla presenza del Capricorno nel titolo di ogni brano, regala mezz’ora di musica di livello eccelso, fatta di riff potenti, spesso rallentati allo spasimo e atmosfere dall’elevato tasso lisergico, grazie ad un sapiente dosaggio della componente psichedelica.
Peraltro, le tracce, pur essendo accomunate da tali caratteristiche, differiscono comunque tra loro: mentre Tropic Capricorn mostra diverse affinità stilistiche con “Erasing The Remenberance” dei già citati doomsters romani (la voce di Matteo, però, è più affine a quella di un Matt Pyke piuttosto che a quella di Nicola “Cynar” Rossi), Born Under The Capricorn si rivela come la vera summa dell’omonimo album racchiudendo nei suoi impressionanti sedici minuti tutto ciò che si vorrebbe ascoltare in un brano doom e, infine, Capricornia, con tanto di intro di launeddas (strumento a fiato tipico della Sardegna) è in grado di frantumare in via definitiva la fievole resistenza dell’usurato rachide cervicale degli appassionati di più antica militanza.
Tutt’altro che trascurabili, comunque, anche i due brani di chiusura, Double Star Goatfish e Scream Of Pan, anche se leggermente meno intensi rispetto a quelli che li hanno preceduti: va detto che l‘ultima traccia si muove sorprendentemente su territori tali da trasformare i Black Capricorn in una versione ultradoom degli Alice In Chains, una combinazione ideale per chi, come il sottoscritto, ha vissuto in tempo reale i fasti della formidabile band di Seattle.
Born Under The Capricorn è un disco che chiunque si definisca appassionato di doom deve far proprio ascoltandolo fino alla consunzione; c’è da augurarsi, quindi, che la band sarda decida di rimettersi in viaggio (pur con tutte le problematiche logistiche che possiamo ben immaginare) per presentare dal vivo questo magnifico lavoro.

Tracklist:
1. Tropic Capricorn
2. Born Under the Capricorn
3. Capricornia
4. Double Star Goatfish
5. Scream of Pan

Line-up :
Matteo – Vocals, Synths
Andrea – Guitar (lead)
Fabrizio – Guitar (rhythm)
Virginia – Bass
Rachela – Drums

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Tags:
Stefano Cavanna
[email protected]

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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