Beehoover – Primitive Powers

Beehoover – Primitive Powers

Cazzo che Groove ! Non si chiede venia quando è il caso di tirare fuori grinta, insudiciata di tecnicismi math, stoner e sludge.

E per quanto (non) se ne dica, la Germania sempre sorprende uscendo fuori dai suoi schemi kraut rock, che da anni l’hanno etichettata come terra di sperimentazioni a 360 gradi.
42 minuti di collage sincopato, tra ritmi volventi e tellurici, ma senza esagerazioni ne superficialità. Benvenuti dunque, con Pissant Wings, in questo confortevole viaggio in macchina che ci porta ad avere la sensazione di far girare le ruote in una strada di ghiaia, dove i sassolini scandirebbero lo stesso ritmo della batteria e della chitarra detonata. Questo significa che due soli componenti riescono ad equilibrare un suono perfetto, delicato e carico. Gli Atomic Bitchwax in paragone fanno di un power trio già troppi surrogati, per quanto rimangano un valido riferimento. C’è di più a rendere conturbante l’intero disco, un alone doom che si riconosce dai cori magistrali e severi, che regalano un accento vetusto, litanico e lisergico, di certo, continuando con Bombs and Bagpipes o Tickling The Dragon’s Tail . In un vortice di paragoni, tracce come Light my Pyre ci ricordano gli ultimi Snail in cui gli echi del flange caricano di epos la traccia: tic tac, tic tac, tic tac … My Artillery chiude come un continuum l’intero album, non lasciando troppa allegria, ma tanto meno desolazione: il giro è compiuto e magari la benzina è finita.
In compenso ci siamo persi in un bellissimo campo verde, a rimirare l’orizzonte del crepuscolo.

TRACKLIST
1.Pissant Wings
2.Bombs & Bagpipes
3.Millwheels Of Being
4.Tickling The Dragon’s Tail
5.Embers
6.Anti Zooo
7.Light My Pyre
8.My Artillery

LINE-UP
INGMAR PETERSEN – voce, basso, chitarra
CLAUS-PETER HAMISCH – voce, batteria

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Enrico Mazzone
[email protected]

Della grigia Torino racconto solo i contorni che la nebbia permette di ancora vedere. Per questo motivo i miei disegni sono in bianco e graffite, con qualche sfumatura carica e qualche altra sbiadita.Frequento L'accademia albertina dove non mi viene permesso di frequentare il corso di incisione per saturazione posti per ben 3 anni ( su 7) Decido allora di prendere in mano la matita e scoprire le gioie e i dolori del tratteggio e del puntinato. A4, A3,70x50, 70x100,5x1,50 e 20 x 2 metri, alla ricerca di spazio per poter espletare i miei ricami mentali. Horror vacui ? No, mancanza di spazio vitale, effettivo, pratico, logistico, emotivo, affettivo e sociale, non chè espressivo.

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