Bart and the Brats-Livin’ in the Future 7″

Bart and the Brats-Livin' in the Future 7" 1 - fanzine

Bart and the Brats-Livin’ in the Future 7″

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Rimetto mano alla mia piccola collezione di dischi della Rip-Off records, quel piccolo universo sordido e senza speranza animato nel culto di un rock n’roll primitivo, sguaiato, privo di quella insulsa volontà di piacere a tutti i costi.

I Bart and the Brats ripartono proprio da lì: Chinese Millionaires, Infections, Registrators, Supercharger… fare musica perché, prima di imbracciare uno strumento, si è anzitutto degli entusiasti di musica.

Si parte con due amici, un paio di birre, una cover dei Lazy Cowgirls o degli Angry Samoans, una risata; piano piano si tira su una scaletta, si cerca una data.

La prima va abbastanza bene e la seconda volta ti ritrovi a suonare nella cantina di un tizio mai visto prima; va abbastanza bene, forse la prima, vuoi l’entusiasmo, vuoi l’emozione, è andata meglio ma poco importa: vi siete divertiti, pare quasi di essere nati solo per quello.

Con due spiccioli e una registrazione tirata via fate uscire una demo: la carichi su Bandcamp in modalità name your price e, incredibile, c’è un tizio mai visto o sentito prima che te la compra. Un euro eh, ma poco importa: valgono quanto un disco di platino.

Tra sottoscala, centri sociali, festini, pochi soldi, qualche ruota bucata per la strada, localini, il fine settimana suoni sempre più spesso. La settimana di sgobbo è esorcizzata nel rock marcio, sghembo, diretto, immediato. Tutto assume sempre di più un senso compiuto.

Un tizio mai visto prima vi scrive una mail per fare un disco: incredibile.

Mettete insieme i pezzi nuovi. Tra un turno di lavoro, una fila davanti l’ingresso di un ufficio, una serata al pub a ubriacarsi come dei disgraziati, provate e riprovate il nuovo materiale.

Registrate ogni prova col cellulare, ascoltare e riascoltare: questa si potrebbe fare più veloce, quell’attacco non mi convince. Studio di registrazione, presa diretta, fedeli alla linea, poche seghe e marciume per sempre. Il tizio mai visto prima ascolta il master: gli piace.

Dopo qualche ritardo dalla fabbrica che stampa i vinili, qualche litigata per la grafica e un concerto andato così e così, finalmente arriva: il vostro primo disco è lì che fa capolino da una scatola di cartone.

Venderà? Non venderà? Chi se ne frega?

È onesto, è vero, è un racconto di vite vissute alla giornata, di turni al lavoro, di file davanti ad un ufficio, di ubriacature disgraziate dentro ad un pub, di concerti nella cantina di un tizio mai visto prima; suona come un disco della Rip Off Records, Chinese Millionaires, Infections, Registrators, Supercharger, i vostri dischi preferiti di sempre.

Questo è il nuovo sette pollici dei Bart and the Brats, seguito del loro 10” su chickpea records sempre di quest’anno. Livin’ in the Future è un pezzo magnifico, Cheap Shots e Check & Mate non sono da meno.
Esce il 29 Ottobre su Take the City Records

I riferimenti ce li avete, ora non vi resta che cercarlo.

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Tommaso Salvini
[email protected]

sono nato a Pontedera (PI) nel 1979 e poi me ne son pentito. Attualmente suono la chitarra e canto negli Orrendo Subotnik. In passato ho suonato con: Santa Sangre (non quelli indie rock di Genova)), Magdalene (non quelli nu metal delle Filippine), Klam (non quelli che... vabbè i nomi dei gruppi non sono il mio forte). Di musica capisco qualcosina, il resto me lo invento.

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