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Recensione : Avatarium – The Girl With The Raven Mask

Doom metal classico ai massimi livelli che non manca di affascinare ed esaltare nei brani in cui la band lascia le briglie e lo stallone metallico puรฒ finalmente cavalcare libero, sulle praterie che hanno visto le chiome al vento di Raimbow, Uriah Heep, Black Sabbath e Blue ร–yster Cult.

Avatarium  -  The Girl With The Raven Mask - Recensioni Metal

Nella tempesta di suoni vintage, che hanno caratterizzato gli ultimi anni di produzione hard rock e metal, gli Avatarium si posizionano molto in alto nelle preferenze degli amanti dei suoni di ispirazione classica e settantiana, grazie all’esplosivo debutto omonimo, uscito un paio di anni fa, bissato dal nuovo lavoro, questo monumento al doom classico che risulta The Girl With The Raven Mask.

D’altronde la Nuclear Blast ci ha messo lo zampino giร  dal primo album, troppo importante una band che vede nella propria line up musicisti dalle enormi capacitร  capitanati dallo storico bassista dei Candlemass, Leif Edling, un nome che รจ sinonimo di grande musica del destino ( Krux, Leif Edling, Abstrakt Algebra, Witchcraft), accompagnato in questa nuova avventura da Lars Skรถld alle pelli( Tiamat), Marcus Jidell alla sei corde (Royal Hunt, Evergrey, Candlemass), Carl Westholm alle tastiere ( Krux, Leif Edling, Abstrakt Algebra, Candlemass) e dalla bellissima voce della singer Jennie-Ann Smith.
Doom metal raffinato risulta la proposta del gruppo svedese, che amalgama sapientemente il sound del primo lavoro con quanto fatto nell’ep seguente dello scorso anno (All I Want) dove era forte una componente melodica e rock, che la band sviluppa in questo ottimo nuovo album, per un risultato che metterร  d’accordo un po’ tutti i fans della musica del destino dai rimandi classici.
Tastiere dal taglio leggermente progressivo, sono la principale caratteristica del sound di questi nuovi brani, dove le ritmiche settantiane e la voce passionale della vocalist, rendono omaggio ad una buona fetta dei gruppi storici, che ci hanno accompagnato tra in quel decennio ย e nelย successivo.
E’ uno tsunami di suoni ipnotici, una liturgia doom psichedelica dove ogni strumento, aiutato da un’ottima produzione esce potente e cristallino, contribuendo a rendere The Girl With The Raven Mask un’opera che non fa rimpiangere il clamoroso debutto, ma ne รจ il legittimo erede.
Inutile sottolineare la prova di musicisti dal curriculum invidiabile e sarei ripetitivo nel glorificare la prova di Jennie-Ann Smith, singer dotata di un carisma straordinario, perfetta per il genere suonato dal gruppo.
Meno monolitico e piรน vario del suo famoso predecessore, l’album ha, nei picchi qualitativi scalati da brani come, The January Sea, Pearls And Coffin, Ghostlight e Run Killer Run, spettacolare hard rock tra Uriah Heep e Raimbow la massima espressione del gruppo svedese.
Doom metal classico ai massimi livelli che non manca di affascinare ed esaltare nei brani in cui la band lascia le briglie e lo stallone metallico puรฒ finalmente cavalcare libero, sulle praterie che hanno visto le chiome al vento di Rainbow, Uriah Heep, Black Sabbath e Blue ร–yster Cult.
Acquisto obbligatorio per gli amanti di queste sonoritร .

TRACKLIST
1. Girl With The Raven Mask
2. The January Sea
3. Pearls and Coffins
4. Hypnotized
5. Ghostlight
6. Run Killer Run
7. Iron Mule
8. The Master Thief

LINE-UP
Jennie-Ann Smith: Vocals
Marcus Jidell: Guitars
Leif Edling: Bass
Lars Skรถld: Drums
Carl Westholm: Keyboards

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2 risposte

  1. Penso che ti riferissi ai Rainbow i Raimbow non esistono. Piรน che citare i rainbow direi piรน a un certo modo di interpretare la canzone ricalcando le orme di ronnie james Dio )

    1. Grazie per la segnalazione, si tratta di un evidente errore di digitazione sfuggito in fase di revisione. Per il resto, nonostante la bontร  della restante produzione con altri cantanti, รจ evidente che quando si citano i Rainbow รจ implicito pensare a quelli con Dio alla voce. Ciao !

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