
Skepticism – Ordeal
In un mondo che si muove a velocità parossistica e senza una direzione precisa, questi bizzarri e geniali musicisti fissano un punto d’arrivo ben preciso, un non luogo con il quale tutti, prima o poi, dovremo fare i conti

In un mondo che si muove a velocità parossistica e senza una direzione precisa, questi bizzarri e geniali musicisti fissano un punto d’arrivo ben preciso, un non luogo con il quale tutti, prima o poi, dovremo fare i conti

“Purpose & Cause” è un lavoro convincente, in grado di coinvolgere pur nella sua “sostenibile” leggerezza.

Tetro tiene fede al titolo con il suo carico di sensazioni oscure ed opprimenti, prive di sbocchi melodici o aperture di stampo modernistico.

La vera forza del lavoro è il suo equilibrio, ottenuto grazie ad un sound che si mantiene sempre perfettamente in bilico tra una fruibilità mai troppo ostentata ed un raffinato gusto melodico punteggiato da una sottile vena malinconica.

Un lavoro probabilmente per pochi ma affascinante, coinvolgente e, soprattutto, genuino, come purtroppo sempre più di rado accade.

Gli otto brani che compongono Yheri non sono di immediata fruibilità ma neppure eccessivamente cervellotici, consentendo all’ascoltatore di immergersi con un certo agio nelle atmosfere oscure e disturbanti create dagli Hornwood Fell.

Prodotto comunque superiore alla media, questo primo passo degli Arrant Saudade costituisce un buon viatico per la prosecuzione e lo sviluppo di questo progetto.

Quattro ottimi brani più intro, per poco più di mezz’ora di musica, sufficiente ai Lilyum per continuare imperterriti a tenere alto il vessillo di un genere ancora vivo e vegeto.

Il disco ha dalla sua quella patina di viscido e caliginoso anacronismo tale da renderlo, a suo modo, piuttosto affascinante, e passare sopra a certe imperfezioni può essere comunque più semplice per chi è del tutto a suo agio con queste sonorità.

Promozione piena al primo tentativo per il bravo Mattias Svensson ed i suoi Soijl.

II settimo album in quindici anni degli Antimatter è il classico evento che dovrebbe meritare spazi ben più ampi di quelli in cui, abitualmente, lavori di questo genere vengono confinati dai media nostrani.