
Lilith And The Sinnersaints – Stereo Blues Collection Vol.1 : Punk Collection
Ha ancora un senso, parlando di un suo disco, ricordare chi sia Rita Oberti in arte Lilith?

Ha ancora un senso, parlando di un suo disco, ricordare chi sia Rita Oberti in arte Lilith?

Ogni tanto ci si fanno delle domande apparentemente oziose,che poi così tanto oziose non sono.
Ad esempio maneggiando questa ristampa del 7″ dei brasiliani Quarteto Nova Era mi sono chiesto: “come sarà stata la vita nel paese carioca nel 1969, anno d’uscita di questo singolo?”

Ricordo con particolare piacere il periodo nel quale l’Australia era la terra promessa del rock’n’roll, la nazione, per noi lontanissima, da dove veniva la musica più elettrizzante del pianeta.

Primo,di una serie di 7″, inviatoci da un’etichetta settoriale quanto prestigiosa qual’è la Groovie Records con la quale, mi auguro fortemente, questa fanzine instaurerà un solido rapporto di reciproca collaborazione; ve lo giuro il Santo si occuperà SEMPRE e con grandissimo piacere di ogni vostra uscita!

Chi ha la pazienza e la, non sempre, buona sorte di leggere le mie recensioni avrà, ormai da qualche tempo, compreso quanto sia solito aprire le mie righe con tediose premesse.

La scena garage-psychedelica italiana degli anni ’80 è quella con la quale sono cresciuto,vuoi per ragioni anagrafiche e vuoi,sopratutto per ragioni attitudinali.

Premessa: quando al mio domicilio arriva una busta con un cd da recensire mi succede esattamente quello che mi accadeva quando ero adolescente,e le fanzine erano cartacee; provo un senso di grande curiosità mista ad eccitazione e, visto che ho già svoltato la boa delle quaranta primavere, trovo questa sensazione ogni volta molto confortante.

Amo, in modo incondizionato, chi “inglesizza” un nome italiano rendendolo così deliziosamente esotico: i Ciurmas quindi, ancor prima di sentirli, già mi piacevano.

Da appassionato di musica garage quale ritengo di essere posseggo,e ascolto con notevole piacere,sia pur saltuariamente,i due album di quell’ottima band che furono i B-Back.

Adventures with the Saint episode n. 12 Paper chase
Who dasen’t know the famous Simon Templar?

Qualcuno fra voi, e sottolineo il forse, potrebbe pensare, con una notevole dose di malizia e prevenzione, che io possa avere un debole per le Thee Bomb’o’nyrics.

Chi legge abitualmente le mie recensioni (narcisisticamente mi piace pensare che qualcuno la faccia) avrà ben inteso che ciò che più amo ascoltare sono pezzi lineari ma coinvolgenti,cose semplici ma non per questo banali,che riempiano il cuore senza però intasare il cervello.