
The Bidons – Back To The Roost
“Back To The Roost” conferma l’ottimo momento del nostro garage-punk e la crescita costante dei The Bidons.

“Back To The Roost” conferma l’ottimo momento del nostro garage-punk e la crescita costante dei The Bidons.

Questa seconda prova sulla lunga distanza della band bresciana è un disco pop orgogliosamente italiano ma del respiro indubbiamente internazionale.

Questo loro album è certamente un ascolto non semplicissimo, abbisogna infatti di molteplici ed attenti ascolti per scoprirne le innumerevoli sfaccettature che fanno dei suoi 10 pezzi un banco di prova arduo ma che saprà regalare agli estimatori del rock’n’roll più spigoloso ed incompromissorio notevoli soddisfazioni.

C’è in Italia un gruppo che ha suonato il garage-punk e il power-pop: questo gruppo si chiama Sick Rose.

Quando hai un album per la prima volta fra le mani la prima cosa che noti, per banale che sia, è indubbiamente la copertina; in questo caso vi è raffigurato un vero e proprio nerd occhialuto impegnato nel sollevare un bilanciere: ha indosso una tutina su cui campeggia un logo che a prima vista mi era parso quello dell’Alfa Romeo (ovviamente non lo era ma ancor’oggi vedendolo mi piace pensare che lo sia) ed al di sotto di essa una maglietta bianca (detta “della salute”) che chiude il cerchio sulla nerditudine del personaggio.

Adventure with the saint Episode n°13 Flight Plan
For dancing with the saint takes the class,and the class is not for sale

Quando si recensisce un album con notevole ritardo sulla sua data d’uscita due possono essere i motivi:
1) Il recensore, in questo caso io, possiede materialmente il disco in oggetto ma anziché ascoltarlo con attenzione lo tralascia in quanto immerso totalmente in molteplici attività ludico-sessuali.
2) Il recensore assiste ad un live della band, lo trova notevolissimo, chiede al gruppo il disco in oggetto promettendo di recensirlo in tempi umani e di inserirne una canzone nel prossimo episodio del suo podcast (a proposito sta per arrivare la 13^ avventura del Santo).

Ha ancora un senso, parlando di un suo disco, ricordare chi sia Rita Oberti in arte Lilith?

Ogni tanto ci si fanno delle domande apparentemente oziose,che poi così tanto oziose non sono.
Ad esempio maneggiando questa ristampa del 7″ dei brasiliani Quarteto Nova Era mi sono chiesto: “come sarà stata la vita nel paese carioca nel 1969, anno d’uscita di questo singolo?”

Ricordo con particolare piacere il periodo nel quale l’Australia era la terra promessa del rock’n’roll, la nazione, per noi lontanissima, da dove veniva la musica più elettrizzante del pianeta.

Primo,di una serie di 7″, inviatoci da un’etichetta settoriale quanto prestigiosa qual’è la Groovie Records con la quale, mi auguro fortemente, questa fanzine instaurerà un solido rapporto di reciproca collaborazione; ve lo giuro il Santo si occuperà SEMPRE e con grandissimo piacere di ogni vostra uscita!

Chi ha la pazienza e la, non sempre, buona sorte di leggere le mie recensioni avrà, ormai da qualche tempo, compreso quanto sia solito aprire le mie righe con tediose premesse.