
Gill – Chi Ha Ucciso Luigi Tenco?
Il sound proposto da Gill, infatti, declinato in varie sfumature (ma sempre riconoscibile) centra in pieno il bersaglio, colpendo con le melodie e i testi (per niente banali o privi di contenuto)

Il sound proposto da Gill, infatti, declinato in varie sfumature (ma sempre riconoscibile) centra in pieno il bersaglio, colpendo con le melodie e i testi (per niente banali o privi di contenuto)

Un disco che, senza sembrare banale o retorico, riesce nel difficile compito di far passare contenuti di rilievo attraverso la leggerezza pop

Un ritorno fulminante che non lascia spazio a delusioni

Gli otto brani proposti, infatti, pur affondando le radici nel post rock, rompono la rigidità del genere lasciando ampio spazio all’elettronica e provando ad intraprendere percorsi differenti

I sette brani proposti, infatti, tra qualità delle registrazioni al limite della sufficienza e azzardate scelte compositive (ad esempio inserendo le parti recitate/parlate), non convincono come potrebbero

Sperando che il nostro non si perda per strada, rimettiamo da capo questa piccola perla

Un disco decisamente più a fuoco rispetto al precedente, in cui si comincia ad intuire, in tutto e per tutto, il potenziale del duo

Un folk/cantautorato/pop che fa dell’orecchiabilità e dei testi (semplici ma molto curati) i suoi cavalli di battaglia

Un buon disco indie rock/pop che fa dell’italiano, dell’emotività giovanile e della melodia i suoi punti di forza

I cinque brani proposti, centrando il bersaglio con la loro forte carica melodica, corrono uno dopo l’altro senza mai abbassare la guardia

Un disco dove le sbavature si riducono al minimo ed originalità e passione la fanno da padrone