ARCHIVE-With Us Until You re Dead

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ARCHIVE-With Us Until You re Dead

Vorrei segnalare il nuovo lavoro “With Us Until You’re Dead” degli Archive, che richiedono fedeltà fino alla morte ai loro fans, chiamati ad apprezzare tutte le molteplici variazioni e trasformazioni che la camaleontica e geniale band inglese ha realizzato nella sua ultra-decennale carriera.

Gli Archive i lasciano alle spalle la gigantesca opera “Controlling Crowds”, un unico (concept)album in parti da I a IV (le prime tre uscite insieme, e seguite dopo pochi mesi dalla IV) di stampo Progressive-Rock, pur senza mai abbandonare l’influenza delle origini Trip-Hop del gruppo, che rimangono ben radicate soprattutto nella ricerca dell’atmosfera nelle canzoni, realizzando così una solida commistione di strumentazione tipicamente rock con l’elettronica.
Con You All Look The Same To Me, datato 2002, la band aveva segnato definitivamente la svolta Prog-Rock rispetto ai fasti del passato (di cui non vi parlerò ora, forse più avanti, perchè non riesco a trovare le parole), ritenendo tramontata l’età dell’oro del Trip-Hop, e rispetto all’ibrido Take My Head del ’99 che lasciava intendere tale proposito.
Arrivando dritti al già citato Controlling Crowds, raggiungiamo un’altra tappa importante nella carriera di Darius Keeler e soci. Quali sorprese ci riserverà, dunque, questo nuovo lavoro? Dico fin da ora che appena ho saputo che il disco stava per uscire, mi è salita l’eccitazione e con essa l’aspettativa, essendo gli Archive una delle mie band preferite in assoluto. Dichiarando il mio amore incondizionato per la loro musica, io sono uno di quelli che saranno “con loro, fino alla morte” comunque vada, anche se in certi momenti essa può risultare di difficile ascolto e comprensione. Detto questo, mi aspettavo qualcosina in più da questa nuova prova, anche se immagino che col tempo arriverò ad apprezzarla maggiormente, ascolto dopo ascolto sempre di più. Fatto stà che questa non è un’opera di forte ed immediato impatto, di quelle che subito ti conquistano come altre che in passato hanno saputo produrre, ma chi li conosce sa che la musica degli Archive è splendida per la sua complessità, poesia, poliedricità. Bisogna dunque prendersi il proprio tempo per ascoltarlo due-tre volte, e coglierne meglio i dettagli oltre che la grande maestria compositiva che ha sempre caratterizzato gli Archive.

In questa seconda e più lunga fase della loro carriera, gli Archive propongono una musica che ha uno stile e dei connotati del tutto personali, un particolarissimo crossover pieno di influenze e sfaccettature; in generale potremmo inquadrarla come Electronic-Prog-Rock, principalmente mischiato con atmosfere Trip-Hop e chitarre Shoegaze, mentre l’elettronica si abbina a strumenti più “classici” come archi e piano per creare un fantastico “Soundscape”.

With Us Until You’re Dead potrebbe essere in corsa come l’album più romantico ed innamorato della formazione inglese, alternando però sempre la delicatezza dell’accoppiata tastiere-voce, con la potenza dei riff di chitarra e di un’elettronica pulsante. L’album, realizzato sulla Dangervisit Records di proprietà della stessa band, è stato anticipato dall’EP “Wiped Out / Violently”, fatto uscire poco più di un mese prima del disco per iniziare a masticare un po’ questo nuovo lavoro.
Molti pezzi dell’album sono mixati in un continuo musicale, e lo scemare di una traccia fa da intro per la successiva, evolvendo in un flusso di emozioni e suoni.

L’opener Wiped Out inizia in modo quasi melenso, per progredire in un climax emozionale e musicale; ci ritroviamo quindi in Interlace, uno dei pezzi forti dell’album, in cui il sottofondo elettronico e la voce femminile ci guidano tra sfuriate di chitarra intermittenti e acidità a mille. In riferimento a quanto dicevo prima sul romanticismo, arriva Stick Me In My Heart ad esplicare quanto dicevo. Ma i dolci sentimenti lasciano subito il posto ad un mare in tempesta, Conflict, un’ondata di turbamento e conflitto interiore, tra incedere veloce e ansiogeno dei ritmi, per culminare in stile colonna sonora con gli archi che gli Archive hanno sempre saputo inserire magistralmente nelle loro composizioni. Giungiamo dunque al pezzo più d’impatto presente in questo With Us Until You’re Dead, nonché primo singolo e video estratto, cioè Violently, che si fa strada con incedere maestoso, costruendo pezzo per pezzo un brano di grande potenza che esplode da metà in poi, dove la voce femminile si impone con forza interrompendo bruscamente la predominanza della voce maschile delle tracce precedenti.
Dopo che la tempesta ha infuriato è giusto che si calmino le acque e si stemperi la tensione: ci pensa Calm Now, a base di piano-archi. La perturbazione elettronica che segue sul finale fa presagire altra burrasca, e invece la tensione si scioglie in un tango elettronico cantato con delicatezza. Twisting è un altro dei pezzi più riusciti in forma di splendido cross-over, che può persino ricordare i Muse. Things Going Down è quasi un interludio che porta verso Hatchet e quindi il pezzo più elettronico del disco, Damage. I cori di Rise sospingono fino al monologo-discorso Aggravated Twisted Fill, mentre Soul Tired chiude i giochi.

With Us Until You’re Dead verrà portato in tour quest’anno un po’ in tutto il mondo, con particolare attenzione anche alla Francia, con cui gli Archive hanno un rapporto molto particolare (l’edizione francese contiene due bonus tracks, a ripagare i fans transalpini del calore con cui li hanno sempre accompagnati), e questa volta con attenzione crescente anche all’Italia: li vedremo a fine Novembre, 22-23-24 tra il fedelissimo New Age club di Roncade (TV), Roma e Milano.

E voi, sarete con loro fino alla morte??

Violently:

Interlace:

Twisting:

Stick Me In My Heart:


TRACKLIST
1. Wiped Out
2. Interlace
3. Stick Me In My Heart
4. Conflict
5. Violently
6. Calm Now
7. Silent
8. Twisting
9. Things Going Down
10. Hatchet
11. Damage
12. Rise
13. Aggravated Twisted Fill
14. Soul Tired

Formazione:
Darius Keeler, Danny Griffiths, Pollard Berrier, Rosko John, Dave Pen, Maria Q, Smiley, Steve Harris, Steve Davis, Jonathan Noyce

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