antonio ingroia – c’era una volta l’intercettazione

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( STAMPA ALTERNATIVA / NUOVI EQUILIBRI 2009 ) : l’involuzione civile in Italia ha da tempo passato ilò punto di non ritorno. Se vogliamo raccontarci delle belle favolette, potremmo dire che c’è ancora qualcosa da salvare, ma se guardiamo in faccia la realtà restano le macerie. E le macerie sono lasciate dalla classe politica, di qualsiasi colore, ch stà guidando il nostro paese. Ma, la colpa più grande è la nostra, nostro è il peccato di tacere, di far passare leggi sempre più ignobili, proprio come quella che è in discussione al Senato in questi giorni, ovvero il decreto che cambia radicalemente le intercettazioni. Le intercettazioni sono un mezzo che gli investigatori usano per calarsi in un contesto altrimenti inconoscibile, e hanno risolto un sacco di indagini.

Bene, dìora in poi, se passerà la legge, e ci sono tutti i presupposti, fare intercettazioni diventerà sempre più difficile, poiché il magistrato sarà autorizzato ad intercettare solo in caso di sicurezza del reato. Ma se non ti intercetto come faccio a sapere che stai commettendo un reato? E in più condanne ai giornalisti che pubblicheranno le intercettazioni. Se avete dubbi o domande prego leggete il libro in questione di Antonio Ingroia, già allievo prediletto di Paolo Borsellino, procuratore aggiunto alla Dia di Palermo, pm in alcuni processi su legami tra politica, mafia ed economia, insomma uno che ne sa. Il sig. Ingroia, non mi piace chiamare i magistrati dottori poiché li chiamano così i mafiosi, scrive in maniera esauriente e molto chiara un libro che ha una funzione molto precisa : spiegare cos’è l’intercettazione e i tentativi di affossare questo strumento. La prima parte del libro è dedicata a spiegare quanto importante sia questo strumento, soprattutto in un momento come questo dove i collaboratori di giustizia sono drasticamente calati, anche per effetto di leggi molto sconvenienti per le persone che si pentono. La seconda parte è dedicata alle bufale, ovvero le mistificazioni che troviamo quotidianamente sui giornali, sul numero, sul costo e altro delle intercettazioni. Pars tertium, è il futuro che si configurerà quando questa nuova legge entrerà in vigore. Poi Ingroia propone qualche miglioramento che potrebbe potenziare l’intercettazione, eliminando zone di ambiguità presenti nell’attuale normativa. Il libro è molto godibile, ed un lamento molto dignitoso su cosa stà diventando la giustizia italiana, in altri termini una completa buffonata. Parlando terra terra, la classe politica nella sua totalità vuole eliminare ogni modo di sapere le loro ruberie e le loro gozzovigliate, di modo di poter fare il cazzo che vuole, ancor più d’ ora. Quindi in un futuro molto prossimo, niente più calciopoli, niente più Bertolaso che si fionda in Abbruzzo contento come una verginella al primo incontro, niente più scoperte di imprese mafiose, nulla. Il magistrato e le forze dell’ordine dovranno fare come negli anni sessanta ,andare a naso, sperando di imbroccare qualcosa. E il giornalista che fa il suo lavoro, ovvero puntare il dito sulla merda e portarla a galla, se pubblica intercettazioni, via in gattabuia! E tanti saluti al giornalismo e alla democrazia informativa, solo veline e Minzoilini power. In più questa nuova legge pare tanto una grande concessione al vero centro di potee italiano, ovvero la mafia, che potrà svolgere i propri traffici ancora più tranquillamente. Un libro per capire, dal punto di vista di un magistrato cosa si stà facendo e cosa non si dovrebbe fare.

waww.stampalternativa.it

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