Abysskvlt – Thanatochromia

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Abysskvlt – Thanatochromia

Magnifico esordio per i misteriosi russi Abysskvlt, con un funeral doom melodico degno dei migliori Ea.

E sono proprio questi ultimi a fungere come punto di riferimento per i nostri, sia per l’approccio mediatico che lascia ben poco spazio agli ego dei musicisti, mettendo in luce esclusivamente il prodotto musicale, sia soprattutto per uno stile analogamente evovativo, basato su un incedere lento ma sempre focalizzato su un impatto emotivo creato dal muro di chitarre e tastiere.
Quattro brani per un totale che sfora i settanta minuti, sono l’eloquente biglietto da visita di una band che darà soddisfazione a chi ama questo particolare segmento stilistico del funeral, che ovviamente annovera tra i propri esempi più fulgidi i seminali Shape Of Despair.
Immagino e spero che la citazione di questi punti di riferimento sia sufficiente per capire di quale spessore sia Thanatochromia: gli Abysskvlt non vogliono riscrivere la storia del genere ma, essenzialmente, fanno nel migliore dei modi ciò che si aspetta di ascoltare chi ama le band menzionate; forse, a voler cercare il pelo nell’uovo, mancano quei picchi emotivi che altrove vengono regalati a profusione, ma per converso l’album non presenta mai cali di tensione o momenti interlocutori.
Un dolore soffuso ma ininterrotto sovrasta i brani nella loro interezza, anche se House Of Woe, rispetto alle altre tracce, grazie ad una scrittura ancor più volta ad accentuarne la drammaticità con il corollario di voci singhiozzanti in sottofondo, regala una ventina di minuti di livello del tutto all’altezza delle migliori espressioni del genere.
Abysskvlt come nuovi Ea, quindi ? Un solo album non consente ancora di poterlo dire con certezza, ma Thanatochromia introduce una band che appare ampiamente in grado di ripercorrere le orme degli altrettanto misteriosi campioni del funeral doom.

Tracklist
1. Over Cold Tombs
2. Between Two Mirrors
3. House of Woe
4. The Dawn My Unawakening

1 Comment
  • Stefano Volontè
    Posted at 02:06h, 06 Agosto Rispondi

    Grande, scoperti oggi grazie a quelle ricerche ignorantissime ma dovute in stile “best funeral doom Albums 2015-2016”.
    Già il genere in se è impopolare, figuriamoci queste band autoprodotte come possono sopravvivere se non vengono recensite a dovere. Più che d’accordo sia col voto che con la recensione.
    L’ultimo degli Ea non mi era dispiaciuto ma non mi aveva saziato come al solito, e stavo scalpitando per un nuovo loro album, ma sfortunatamente non è ancora in programma, dopo ben 2 anni da A Etilla.
    Questi Abysskvlt mi hanno sorpreso, è ormai una decina d’anni che ascolto questo genere e quindi credo di avere una discreta esperienza, ma fin dalle prime note mi hanno saputo catturare con intelligenza e un efficace richiamo ai maestri del genere. Ben vengano questo tipo di dischi, speriamo in un seguito.
    Io intanto, giusto per non farmi mancare niente me lo compro.

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