COSA VUOI CHE SIA (una visione di crepe)

COSA VUOI CHE SIA (una visione di crepe) 1 - fanzine

COSA VUOI CHE SIA (una visione di crepe)

COSA VUOI CHE SIA (una visione di crepe)

Troia di una città che t’asfalti il viso
e con colori di cromo tombali
e le turgide erezioni di grattacieli liquidi
pensi d’esister solo tu
tra il fiato e il fato
sia dato quel che hai preso
ma quel che hai preso è steso
lungo i viali infiniti che grattano
verso nord
Puttana di una metropoli
strafatta di cocaina in centro
in ginocchio a suggere lo sperma stellato
di una grancassa di rumori umani
e il ronzante ripercuotersi degli aliti di massa
mentre tutto crolla
Cosa vuoi che sia
ripetere a domino una malattia
masticare dall’interno le aspirazioni
ispirarsi all’apocalisse
nei catafalchi colorati delle pubblicità
del progresso
mentre tutto strilla
Hai defecato nell’anima
il tuo potere d’acquisto
la spregiudicatezza insita
nell’orologio da polso
e ora
cosa vuoi che sia
il sole che riflettendosi
nel fiume increspato
tra il mio petto
e una visione
crea questa virgola
di luminose crepe
nella perfezione?

aq

Illustrazione di Enrico Mazzone

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Alessandro Pedretta
illegaleesperienza@gmail.com

Alessandro Pedretta, schiavo delle piramidi, scrittore suicida, ideatore e curatore di libri. Nel 2012 crea il collettivo di scrittori Nucleo Negazioni col quale pubblica con diverse case editrici (sempre e solo rigorosamente NOEAP) e inventa e dirige la fanzine “Negazioni”. Abbandona il gruppo. Viene inserito in innumerevoli e insopportabili antologie sia poetiche che di prosa. Si alimenta fin da giovanissimo di filosofie controculturali, di letteratura underground, di autori della beat generation e classici della scrittura del sottosuolo, poi spazia dal cyberpunk ai grandi classici russi, inframezzando la poesia di Ungaretti, Rimbaud, Campana, ai cut-up di William Burroughs, l’immaginario di Ballard e la disintegrazione sintattica di Céline. Adora gli spazi abbandonati, gli scenari post-industriali, le commistioni tra le rovine e i ruderi con le porzioni geometriche delle architetture urbane moderne, gli piace la musica hardcore, il jazz, gli anni di piombo, la storia delle droghe, l’anarchismo, gli estremismi, i fumetti, Pollock, le periferie. Entra nel vortice della scrittura e comincia a pubblicare libri: “questanonèpoesia” (Gli Occhi di Argo, 2012); “Conta fino a zero” (L’Argolibro, 2013); “Golgota souvenir” (Golena Edizioni, 2014); “Non chiedetemi il significato” (Edizioni La Gru, 2014); “Dio del cemento” (Mora Edizioni, 2016); “È solo controllo” (Edizioni Augh!, 2017) È ancora vivo.

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