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Il 25 settembre è uscito Feral, quarto disco degli Snail. Mark Johnson con questa intervista ci guida all’ascolto.

iye Qual è il luogo migliore per ascoltare l’album? O meglio la modalità , riferendomi a spazio e tempo

Grazie per la domanda, molte persone effettivamente se lo chiedono, almeno i fan necessariamente; quanto ai recensori finiscono sempre per rispondersi prima ancora di porre la domanda. Credo che non sia utile andare nel deserto o in una foresta , guidando miglia per strade impervie . E’ molto più appropriato fumarsi una bella sigaretta speziata in camera propria lasciandosi andare assieme al volume. Ti rispondo cosi quindi : lo “spazio” è il proprio, intimo e mentale mentre il tempo è trasfigurato dall’immobilità. Feral rispetto ai precedenti album è volutamente composto per far defluire il proprio karma, se proprio vogliamo discutere di convenzioni … Non è stato immediato focalizzare l’obiettivo e raggiungere i risultati, ma dopo essere riusciti a rompere gli schemi legati alle aspettative, in questi pochi anni abbiamo anche superato Noi stessi. Ascoltate bene quello la musica ha da dire, le modalità saranno confortevoli per chiunque, parola mia !

iye Sai darci brevemente una guida all’ascolto, a discapito di mie interpretazioni personali?

Con molto piacere ti guido nella casa infestata, che occupa interamente il “lotto Feral”. Non è il caso a parer mio di motivare i tecnicismi che fanno del primo brano un’ouverture visto che il sintetizzatore fa la sua presenza. Il ritmo è gentile perché deve rivestire le pareti consunte dai testi. Immagina la durata dell’intero album simile alla permanenza in questa casa; pensa a come ti trovi ben comodo nella poltrona . E’ inutile alzarsi se non per la necessità di attraversare la cucina ed entrare nella stanza di servizio, apri il frigo, e ritorni con altre birre. Ancora una volta se m’intendi non c’è una logica che ti fa uscire da una camera per visitarne un’altra; quindi le tracce a seguire non fanno da soundtrack, questo è importante ricordarlo a scapito di malintesi.

iye Si vede decisamente che amate ciò che fate. Ma se creare in genere stabilisce delle scelte, in quale situazioni vi rendete conto di essere pienamente liberi?

Spero di aver ben compreso la domanda, sagace per altro e con un ragionamento ti chiarisco un unico processo che finora ha sempre funzionato tra di noi. Sistematicamente abbiamo una creatività che racchiude due concetti, non affatto dualisti … e quindi binari. Il suono plutonico e la volatilità melodica che si autoalimentano per reagire in continuazione e senza ripetizioni . Cosa speriamo di ricreare è il senso di vuoto che sfuma attorno a questa massa complessiva sonora dando modo di far suonare anche il silenzio. In questo quarto album il riferimento va a Mustard Seed che a posteriori ti rimanda a un caposaldo necessario alla domanda precedente come a questa: “Meditate and listen” e non il contrario.

iye Libertà quindi da parametri che in buone dosi, porta alla dissoluzione ?

Non ci è mai piaciuto fare album a tavolino anche quando forse dovevamo rompere il ghiaccio con Snail né dare un ordine di progressione e miglioramento in ordine cronologico. Parte di Blood lo si ritrova qua, per gli arrangiamenti se vuoi, ma senza associarlo ad una ripetizione stilistica, vedi quindi come amiamo fare ciò che ci piace.. In modo naturale e senza troppi riferimenti ,né aspettative. Credo che ogni band sincera abbia questa forma di attitudine, senza necessariamente andare dietro al successo, ai vari like o tweet o ai videoclip, non sono prioritari come la qualità del suono e la chiarezza del messaggio. Tutto questo modus operanda oggi non ha quasi ragione di esistere visto il preconfezionamento del prodotto : suona il gruppo sconosciuto a Union City o il clip di You Tube?

iye Snail, Blood, Terminus e Feral. Un ciclo che fa vivere una lumaca se intesi come quattro necessari passaggi di un bioritmo. A quale album attribuisci la liberazione della chiocciola?

A questo: intendo dire Feral. C’è una maturità tuttavia, ma non di produzione (ad esempio Underwater reggerebbe bene anche in questo album). Non posso neanche parlare di miglioramento stilistico visto che lo sludge per come lo si intende non ha questo tipo di cardine, cosa ci colpisce è una cosa molto più semplice che non è neanche poi così scontata. L’affinità che abbiamo migliora sia per quello che produciamo, ma soprattutto per come si sedimenta negli anni in cui cerchiamo l’ispirazione ( ti riporto allo stesso paragone precedente in cui il silenzio ricama il suono) . Non è questione di droghe o visioni trascendentali quanto di tempo , nella sua migliore qualità, necessario a sedimentare, a collocare e a dare UN rispetto alla dissoluzione. Un album può essere riascoltato ripetutamente, ma vive una volta sola di sua propria luce per le emozioni che suscita al primo ascolto. Non riascoltarlo rende quasi il primo ascolto un’epifania, un evento privilegiato e unico (mi segui?) .Mi chiedo infatti come sarebbe ascoltare in sequenza 5 dischi prodotti a distanza di anni in un sol colpo, senz’altro la chiocciola diventerebbe un buco nero in grado di portare la lumaca in una quarta dimensione .

iye Terminus suona molto più “occulto” di Feral , ecco l’ultimo punto che mi permetto di snocciolare. Outlaw of the Sun interpreta invece l’opposto, attribuendo alla vostra ultima produzione un suono cupo ed epico . Purtroppo devo dare un minimo spunto di interpretazione personale, scusami. Vorrei sapere cosa ne pensi

Time to wake up” è l’inciso che preclude un risveglio, se ti ricordi la frase che chiude Terminus. UN risveglio ma tra tanti sogni, dove comunque la realtà rimane una sola. Giusta osservazione attribuire al precedente una matrice più “plutonica” (hai usato prima come termine), ovvero sofferta (Recursion) , dolorosa (Matchbook) e lirica (Burn the Flesh) ma tutto è trasfigurato dalla realtà nella quale ti risvegli, sempre in quella stessa poltrona della Casa Infestata che apre e regna sul terreno di Feral, sinistro e occulto quanto il sogno appena fatto.

iye Marshall o Peavey?

Marshall, ma io direi qualsiasi valvolare che dia una buona definizione del suono ad alto volume.. Chi ci segue dal vivo nei tour ne sa qualcosa e volte, purtroppo, anche i locali. Poi questa è una risposta molto personale, che in alcuni casi necessita di essere cablata assieme a Matty. Tuttavia sul volume siamo ben d’accordo.

intervista snail

Grazie da parte dell’intero staff di IYEzine e decisamente dai lettori, oltre che dai vostri affezionati ascoltatori italiani, che già si chiedono quando potranno incontrarvi di fronte al palco a braccia in alto. Mi hai accennato ad inizio chiamata che ieri sera è stata “impegnativa” per la partecipazione ad una festa durata fino a qualche ora fa. Nonostante veda sul video la luce del sole che si riflette nel buio pesto di Arenzano , ti auguro un buon riposo, ringraziandoti a nome di tutti gli IYEziners

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