wu ming – manituana, ovvero dei tavoli fumosi

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Passi risuonano sull’asfalto, la giornata tramonta dietro lo smog, le tenebre occupano il loro spazio, eterno ritorno. In una stanza un accendino scatta accendendo una sigaretta, bocche parlano, vediamo roghi nel cervello degli uomini che parlano concitatamente. Una, due, mille storie nascono, si gonfiano, inumidiscono, si stirano e poi vengono servite fresche. Una frontiera muore, ne nasce un’altra, uomini fagocitano uomini, si rovescia il mondo, gli spiriti non parlano più. L’Atlantico, fluido divenire, fà sobbalzare racconti, spezza vele, nella risacca muoiono memorie.

Una nazione nasce, popoli muoiono. Storie, storie, storie, racconti…interminabili fuochi, indecifrabili sguardi, una guerra è tale quando il fratello uccide il fratello, Oneida traditori, o soltanto sopravissuti. Perchè Klug? Joseph Brant eroe, o solo massacratore ? Per Manituana ( mi rifiuto di mettere le virgolette), non và bene una recensione classica, ovvero standard. Come il romanzo, la recensione deve essere mobile, nascere e poi continuare, poichè quello che sto scrivendo è soltanto un punto di quell’immenso anno astrale che si chiama Manituana. Manituana nasce dai Wu Ming, cresce con i Wu Ming, ma viene adottato dai lettori, e anche dai critici. Per capire Manituana bisogna leggerlo certo, ma anche conoscere i Wu Ming un poco, leggere le loro interviste, andare sul sito www.manituana.com per leggere i prolegomeni. Manituana scardina i normali modi di fruizione del romanzo, a cominciare dal Copyleft, ovvero non hanno depositato i diritti dell’opera, per cui ognuno può disporne come meglio crede. Se piace, il libro ti fà nascere un interesse, che non si ferma ma ti fà attendere con gioiosa ansia le altre due parti, che usciranno entro il 2012. Con quest’ultima fatica i senza volto portano avanti la narrazione della storia con la s più che minuscola, ovvero quella dei dimenticati, dei perdenti. A mio modestissimo avviso i nostri prodi hanno in mente un qualcosa che và da Q per arrivare chissà dove, forse in mezzo all’Atlantico. La cosa sicura è che Manituana è la storia come non si legge sui libri, ci sono parti inventate, ma la storia scolastica pensate che sia tutta vera? Qui troviamo personaggi come Joseph Brant, figura leggendaria in Canada, al contrario considerato tagliagole in America. Si parla finalmente delle Sei Nazioni, un insieme di popoli indiani che avevano avuto assicurazioni dagli inglesi, a cui poi presteranno fedeltà durante la guerra civile. I fatti sono concatenati ottimamente e i Wu Ming vanno oltre quella che si considera la loro prova migliore, ovvero Q, anche se un confronto non è possibile. Avvicinatevi a Manituana e ne sarete contenti. Ho parlato.

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